Il cammino dei fidanzati

Il cammino dei fidanzati

Concluso il corso di preparazione al matrimonio. Una nuova arricchente esperienza.

Lo scorso 14 febbraio, con la presentazione dei fidanzati alla comunità, si è concluso il corso di preparazione al matrimonio tenuto in seno alla nostra parrocchia.

Una celebrazione emozionante, nel corso della quale i fidanzati hanno pregato per il loro amore, accompagnati dalle coppie di sposi che, invocando lo Spirito Santo, hanno reso ancora più pregnanti le invocazioni innalzate da e per le giovani coppie di innamorati.

Rinnovato nella formula ma non nell’essenza, il percorso di quest’anno ha visto i fidanzati protagonisti di due weekend vissuti all’insegna di un ritiro che ha consentito loro di confrontarsi come coppia e come gruppo sul discernimento che stanno effettuando.

Sapere e saper essere…questi gli obiettivi principali perseguiti dal cammino.

Sapere, per essere consapevoli della responsabilità, ma soprattutto della bellezza, che comporta l’essere sposati “nella chiesa”.

Saper essere, per comprendere che l’amore non è frutto di un altalenante sentire, ma di un impegno reciproco che quotidianamente deve essere mantenuto con dedizione.

Il primo fine settimana, tenutosi all’Oasi Mons. Fasola di Massa S. Giovanni, è stato incentrato sulla conoscenza del Sacramento del Matrimonio e sullo stupore che l’innamoramento conferisce ai fidanzati, quello stesso stupore che fa uscire il meglio di noi stessi affinché lo possiamo donare alla persona che amiamo e dalla quale ci sentiamo amati.

Proprio il sentirci amati, infatti, rappresenta quella spinta propulsiva che accende la creatività di ciascuno per diventare “persona nuova”, amata perché amabile.

Il passo successivo è stato, invece, dedicato al dialogo ed alla conoscenza della coppia. Dall’innamoramento, infatti, è necessario passare a quella fase di verità in cui far cadere le maschere indossate per sedurre e presentarsi all’altro con tutto se stesso.

Finalmente liberi dalla paura del rifiuto e dai possibili condizionamenti.

Perché l’amore rende liberi.

Coadiuvati dalla psicopedagogista clinica Graziella Arena, i nubendi hanno concretamente “testato” l’importanza dell’ascolto attivo, ossia di quell’aspetto che crea empatia con l’altro perché, favorendo l’apertura al dialogo, fa sì che ciascuno metta in campo tutta la sensibilità, l’attenzione, la comprensione di cui è capace.

La seconda tappa si è svolta, invece, nel nuovo salone parrocchiale, ed ha avuto come tema principe la progettualità della coppia, cominciando a parlare di matrimonio, casa, figli, lavoro, relazione, non teoricamente, ma nella concretezza delle promesse e degli impegni da assumere anche nel corso del rito matrimoniale.

Momento altamente formativo è stato quello relativo alla conoscenza dei metodi naturali. Guidate dall’ostetrica Cettina Smiroldo e il ginecolo Edoardo Mazzù, le coppie hanno, infatti, riflettuto sull’utilizzo di questi ultimi non solo come anticoncezionali, ma soprattutto come fonte di conoscenza reciproca ed accrescimento dell’intimità.

Ed infine, la riflessione sulla potenza del matrimonio enunciata da padre Antonello: “La famiglia fondata sul matrimonio riceve una forza straordinaria, grazie alla quale può superare tutte le tentazioni”.

Due intensi weekend, dunque, in cui non sono mancati momenti di arricchente condivisione ma anche tanta allegria.

Giornate in cui si sono instaurate nuove relazioni amicali che speriamo producano frutto per tutta la comunità.

La commissione della Famiglia

 

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