Conclusione cenacoli 2018

Conclusione cenacoli 2018

Venerdì 8 giugno: conclusione, per quest’anno pastorale, dei Cenacoli della Parola e quindi occasione per ripercorrere le tappe principali dei primi 9 capitoli dell’Apocalisse, analizzate nelle lectio mensili, attraverso uno studio approfondito e particolarmente coinvolgente.
Per entrare nel giusto clima di preghiera, i rappresentanti delle famiglie ospitanti nel territorio hanno poggiato il cero ai piedi del tavolo, evidenziando così che Dio solo è la vera Luce che guida i nostri passi.

Successivamente, dopo aver ancora una volta ribadito che l’Apocalisse è il libro della consolazione per la speranza e l’incoraggiamento che infonde, ci siamo soffermati attraverso riflessioni, canti, preghiere e segni su alcuni passaggi-chiave, ricchi di significato.

Con il versetto “beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e mettono in pratica le cose che vi sono scritte. perché il tempo è vicino“ Giovanni, autore dell’Apocalisse, ci invita ancora oggi ad ascoltare e mettere in pratica la Parola e, per meglio focalizzare questo suo invito, tutti i partecipanti hanno ricevuto un cartoncino, raffigurante il libro dell’Apocalisse con questo versetto.

Ci siamo soffermati, quindi, sulla prima visione di Giovanni che è una porta aperta nel cielo; oltre la porta si vedono il trono, il rotolo e l’Agnello. Il Sedente sul trono tiene in mano un rotolo con sette sigilli, che nessuno potrà aprire se non l’Agnello: Gesù Cristo. In questa apertura ad opera dell’Agnello si può leggere il completamento dell’opera di Dio: la creazione avviata dal Padre ha il suo compimento nella e grazie alla redenzione di Gesù Cristo.

All’apertura di ogni sigillo corrisponde una diversa scena simbolica, la prima è rappresentata da un cavallo bianco: simbolo cristologico a cui si contrappongono altri tre, di colore diverso, che rappresentano violenze, carestie e morte presenti a causa dell’agire dell’uomo, via via allontanatosi dal suo Creatore; tuttavia Dio li inserisce nel Suo progetto divino e, permettendo il male, riesce a trarre del bene anche da essi.

Un altro momento coinvolgente è stato l’apertura del quinto sigillo con la visione celeste dei martiri che attendono il giudizio di Dio e che hanno già ricevuto il dono della veste bianca, simbolo della loro perseveranza e partecipazione alla Resurrezione di Cristo. Per suggellare questa immagine particolarmente bella a ciascun partecipante è stato donato un cartoncino con una veste bianca in quanto tutti i battezzati siamo innestati in Cristo, chiamati a partecipare alla Sua morte ma anche alla Sua Resurrezione proclamando la nostra appartenenza all’unico Signore della vita.
Dopo questo ricco momento spirituale, abbiamo condiviso le prelibatezze offerte dalle laboriose mani delle sorelline dei vari cenacoli, in un clima di gioiosa fraternità.
Un doveroso grazie va a tutti coloro che hanno reso possibile questa preziosa riflessione, resa anche scenograficamente, a tutti coloro che credono all’importanza della Chiesa in uscita per raggiungere i fratelli più lontani, a tutti coloro che, attraverso l’evangelizzazione e l’organizzazione di questo momento conclusivo, puntano alla comunione e all’inclusione, alla base di rapporti costruttivi all’interno della comunità.
Un grazie speciale al Signore per il dono di Padre Bartolo, che ha fattivamente contribuito in questo nostro anno di formazione, con la sapiente analisi delle sette lettere alle Chiese d’Asia e per il dono di Padre Antonello come parroco e guida spirituale della nostra comunità, per aver reso comprensibili a tutti tematiche non sempre facili con riflessioni pregnanti di significato.

Appuntamento ad ottobre … noi ci saremo con sempre maggiore entusiasmo e tu?

Mirella Pizzurro


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