Campo estivo Gruppo Davide 2019

Alla ricerca della felicità
Campo estivo del gruppo “Davide”
Anno 2019

Anche quest’anno, arrivando il mese di luglio, ci siamo ritrovati al tanto atteso campo estivo dei ragazzi del gruppo Davide. Questo gruppo di giovani, con età compresa dai 13 ai 17 anni, ha al suo attivo diversi anni di cammino insieme, e quest’anno è già alla sua quarta edizione del campo estivo.
Il campo, per il secondo anno consecutivo, si è svolto nella bellissima cornice del Santuario “Ecce Homo” di Calvaruso, dove i frati francescani ormai sono diventati custodi delle nostre esperienze estive (e invernali). Dopo aver vissuto un anno catechistico intenso dal punto di vista spirituale, liturgico ed esperienziale, le aspettative per il campo erano davvero alte.
Così, con queste premesse, il 25 luglio ci siamo dati appuntamento a Calvaruso.
Tante sono le attività e le emozioni che si sono avvicendate nel periodo del campo, qui cercheremo di raccontare quelli maggiormente significativi.
Le quattro giornate sono state scandite da momenti di catechesi, con la lettura delle scritture e relativi spunti di riflessione, dinamiche, film, testimonianze, attività in esterna, preghiera sotto le stelle, giochi e prove musicali, per culminare la domenica con la celebrazione eucaristica.
Il primo giorno, dopo aver recitato insieme la preghiera di inizio campo, abbiamo cominciato subito con la caccia al tesoro, che ci ha portato ad esplorare in lungo e largo la struttura del santuario. Che gioia per i ragazzi trovare finalmente il loro tesoro: le magliette ufficiali del campo che hanno dato colore a tutte le nostre attività.
Dopo un avvio scoppiettante ci siamo fermati sotto i mandarini e, con il favore dei colori del tramonto, siamo entrati nel cuore del tema, chiedendo a bruciapelo a tutti i ragazzi cosa fosse per loro la FELICITA’. Certo dobbiamo ammettere che avevamo qualche perplessità a scegliere questa tematica così impegnativa, ma i “nostri” ragazzi, ancora una volta, hanno superato ogni più rosea aspettativa, dimostrando di essere più maturi e più riflessivi di quanto a volte dimostrino.
Questa domanda ha rappresentato l’incipit della “nostra” ricerca della felicità, scandito quotidianamente da diverse tematiche, dinamiche e riflessioni. Il vangelo del giovane ricco ci ha ricordato che per essere felici non bisogna “avere” tanti beni o “fare” un’infinità di cose per riempire la propria vita, ma piuttosto “essere”! infatti Gesù non ci ha mai promesso la felicità tramite il possesso di cose, ma facendoci comprendere chi dobbiamo essere realmente.
Successivamente abbiamo riflettuto sull’importanza di capire chi siamo veramente e non su chi gli altri desiderano che noi siamo. Infatti si verifica molto spesso che i ragazzi, per essere accettati dal gruppo, costruiscono un’immagine di sé diversa da quella reale, nascondendo fragilità, debolezze, timori. Oggi questa maschera ci viene quasi imposta dai social media, tra foto, video e commenti in cui la ricerca di “like” rischia di allontanarci sempre più da noi stessi. Così attraverso la figura di Davide Dio ci parla, aiutandoci a comprendere che Egli non sceglie il giovane pastore perché perfetto, ma perché il suo cuore è buono e vero; quindi la felicità si delinea come un cammino che tutti noi intraprendiamo dentro noi stessi, che spesso ci porta in luoghi sconosciuti e bui. Tramite questo cammino, quindi, dobbiamo imparare a conoscere ed accettare i nostri limiti e amarli.
Scopriamo che la parola “felix” originariamente significava “fertile”, “fecondo”, quindi felicità è il dono di dare frutto; ma non inteso soltanto nel momento del raccolto, ma in ogni singolo gesto, dalla preparazione del campo alla semina, dalla cura alla mietitura, ecc. perciò la felicità ha inizio quando decidiamo di seminare, perché la gioia fiorisce nel dono!
Il tempo dedicato alla riflessione e all’ascolto della Parola è stato arricchito da alcune perle, una delle quali è la bella testimonianza di un giovane frate francescano dello Sri Lanka, che ci ha raccontato come in Gesù abbia trovato la sua strada verso la felicità. La seconda perla preziosa è stata la piccola processione notturna di preghiera, davvero intima, che abbiamo vissuto attraverso il Cammino delle Beatitudini, durante la quale abbiamo riscoperto “le tappe della vera felicità a cui Cristo ci chiama”. Questo tempo importante di preghiera, che si è concluso con la consegna delle Beatitudini ai ragazzi, ha lasciato una traccia indelebile nel cuore di tutti noi.
Quest’anno per la prima volta il campo si è arricchito di una nuova esperienza: nel pomeriggio di sabato abbiamo fatto una gita presso la vicina parrocchia di Cavaliere e Scarcella, il cui parroco è il nostro caro padre Enrico Mortillaro che, insieme ai suoi ragazzi, ci ha riservato un’accoglienza molto affettuosa. Dopo aver condiviso insieme alcune riflessioni sulla felicità, abbiamo vissuto l’Adorazione Eucaristica, breve ma molto significativa, durante la quale ciascun ragazzo ha ricevuto una bussola come segno per ricordare che, nel nostro cammino di felicità, dobbiamo sempre lasciarci orientare da Gesù. La serata si è conclusa con la più classica delle attività parrocchiali giovanili, una vibrante partita di calcio in piazza con i ragazzi delle due parrocchie.
Di fatto sono stati giorni di alternanza tra riflessioni e giochi. Giochi d’acqua, che grazie al caldo sono stati i benvenuti, e “asciutti” (ormai la sedia musicale ed il musichiere sono una consuetudine dei campi estivi). L’attività ludica col la sua allegria ha cementato ancor di più l’amicizia e la fiducia che sono la linfa del gruppo Davide.
L’ultimo giorno, dopo un momento di verifica finale, sono arrivati i genitori e insieme abbiamo partecipato alla Celebrazione Eucaristica nello splendido Santuario “Ecce Homo”. A seguire abbiamo concluso con l’ormai tradizionale agape fraterna.
Aver raccontato quest’esperienza è stato un po’ come riviverla e quindi gioire ancora… per questo è bello poter dire GRAZIE alle tante persone che l’hanno resa possibile.
Grazie alle famiglie che da tanti anni ci affidano il loro bene più caro, e di questo ne siamo riconoscenti: senza il loro sostegno tutto questo non si potrebbe realizzare.
Grazie a padre Enrico, che da subito ha abbracciato con entusiasmo e generosità l’idea di un gemellaggio fra i giovani delle nostre parrocchie.
Grazie a Cettina, Giovanna e Nicoletta, le nostre cuoche doc, che ormai rappresentano il sigillo di qualità per i nostri campi estivi, per la generosità e la gioia con cui accolgono questo servizio.
Grazie ai “nostri” ragazzi, perle preziose che custodiamo con amore… il loro entusiasmo è il motore che ci spinge a fare di più e meglio ad ogni esperienza.
Grazie a Padre Antonello, nostra guida e padre sempre affettuoso, attento e amorevole con i suoi figli, perché la sua fiducia inesauribile e le sue continue sollecitazioni sono per noi uno stimolo a dare sempre il massimo.
L’ultimo Grazie, ma certamente il più importante è per il Signore, che ci custodisce sempre nel nostro cammino anche quando siamo incapaci di percepirne la presenza perché “la felicità più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi dopo una caduta”.

Egle ed Armando Spanò

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