Discorso San Nicola 2014

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DISCORSO S. NICOLA

(Anno 2014)

Carissimi figli e fratelli, al termine di questa processione e quindi dei festeggiamenti estivi del nostro Santo Patrono, S. Nicola, desidero rivolgere, come sempre, un saluto affettuoso a ciascuno di voi. Saluto che voglio prendere dalla liturgia che oggi abbiamo celebrato nella S. Messa.
Nel Vangelo abbiamo ascoltato il grido di Pietro, che rivolgendosi a Gesù, implora: «Signore, salvami».
Sì, carissimi figli e fratelli, desidero rivolgere il mio augurio per ciascuno di voi: possiate fare sempre vostro questo grido: Signore Gesù, salvami. Dire «Signore, salvami» significa riconoscere la potenza di Dio nella propria vita, significa riconoscere che da soli non possiamo farcela. Purtroppo lo sappiamo benissimo, la cultura contemporanea esalta l’autosufficienza, l’autodipendenza, la libertà intesa come libertinaggio; siamo immersi in una cultura che tende a farci credere che l’uomo basti a se stesso, che non ha bisogno di aiuto, che può fare a meno del suo Creatore. Questo perché l’uomo vuole essere libero da vincoli morali, quindi si sbarazza di Dio, fonte della moralità. Siccome vogliamo fare quello che più ci piace, siccome non vogliamo regole morali, affermiamo che Dio non esiste: ci sbarazziamo Dio per fare quello che vogliamo.
Carissimi figli e fratelli, non abbiamo paura di gridare: «Signore Gesù, salvami»; non temiamo, cioè, di riconoscere che abbiamo bisogno di Dio. Gesù non ci toglie la libertà, ma ce la garantisce.
Desidero rivolerlo a voi, carissimi ed amati giovani, cercate Dio, innamoratevi di Gesù Cristo, con lui nulla si perde, ma senza di lui tutto è perduto, scriveva in un twitter Papa Francesco. Dio non è contro la vostra libertà, ma la vuole difendere. Se voi non andate a Dio che vi ha creato allora sarete schiavi di ciò che vi distrugge, come il sesso sfrenato e senza freni, la droga, l’alcool, il gioco d’azzardo. Gridate senza vergogna: «Signore, aiutami», riconoscendo così che avete bisogno di Dio.
Desidero ricordarlo anche voi amate e preziose famiglie. Gridate: «Signore Gesù, salvami»; andate a lui e lui che garantisce il vostro amore; non andate da lui quando il vostro matrimonio è già compromesso, andate da lui per conservare il vostro matrimonio nell’unione e nella freschezza dell’amore. Riconoscete che senza Gesù è impossibile rimanere fedeli all’amore matrimoniale.
Carissimi figli e fratelli auguro a ciascuno di voi, con il cuore di padre, di incontrare Gesù Cristo, l’unico che dà senso alla vita. S. Nicola ci aiuti e ci accompagni in questo cammino. A lui affido l’intera comunità parrocchiale, a lui affido i bambini e gli anziani che dobbiamo amare e custodire sempre di più. A lui affido famigli e giovani. A lui affido tutto il nostro villaggio e non solo. Tutti possiamo incontrare Gesù Cristo e gridare: «Gesù, salvami».
Prima di concludere voglio unirmi a quanti hanno elevato la propria voce e manifestato contro la chiusura del reparto di ostetrica e ginecologia dell’ospedale Papardo. Desidero esprimere il mio personale disappunto e profondo dispiacere per questa scelta, che considero lesiva e fortemente penalizzante per tante donne che abitano in tutta questa riviera. Anch’io sono convinto che la zona nord di Messina ha diritto ad un punto nascita.
Concludo nel ringraziare di cuore quanti hanno offerto il loro servizio e la loro competenza per la buona riuscita dei festeggiamenti. In primo luogo il prezioso comitato che mi collabora ogni anno nell’organizzare i festeggiamenti del Santo Patrono; grazie per l’impegno zelante e disinteressato, senza il quale impegno è praticamente impossibile gestire il peso di tutta la festa; grazie a tutti e a ciascuno. Grazie a tutti i figli della comunità di Ganzirri, per il contributo dato secondo competenze e ruoli, nelle varie manifestazioni legate a questo evento.
Grazie a Nino Arena e Donato Michele che hanno regalato una barca per S. Nicola e a quanti hanno collaborato per la manutenzione e il trasporto nel lago; grazie a tutti voi e a coloro che con il vostro contributo economico permettete di organizzare questa festa estiva del nostro Patrono.
Grazie al Capitano di Vascello Costa Mauro Enrico che ci ha prestato un’imbarcazione per la processione. Grazie al gruppo Scout, alle forze dell’ordine e a quanti hanno lavorato garantendo una sicura manifestazione religiosa.
Carissimi figli e fratelli, mentre vi saluto affettuosamente invoco su tutti e ciascuno la protezione e la benedizione del nostro Santo Patrono.

Padre Antonello.

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