Il Giubileo delle Mamme – settembre 2020

Celebrato il Giubileo delle Mamme
(15.09.2020)

È con il Grande Hallel, l’inno all’amore di Dio per ciascuno di noi (salmo 135), che prende avvio il breve ma intenso pellegrinaggio verso la Porta Santa nel giorno del Giubileo delle mamme.
In un clima di gioiosa condivisione più di un centinaio di mamme si sentono accompagnate dall’amore di Chi le cerca con tenerezza (cfr Lc 15,8-10) e le invita ad entrare nel Suo cuore misericordioso; ed è con le litanie dedicate alle sante mamme di tutti i tempi che ci sentiamo accomunate dal grande dono della maternità e come un’unica grande famiglia attraversiamo con giubilo e gratitudine la Porta della nostra Salvezza.
Sono il Vangelo di Giovanni (19,25-27) e l’omelia di padre Antonello che ci invitano successivamente alla riflessione sul parto e su quanto significato assuma non solo nella vita di ogni donna, ma soprattutto nella vita della Beata vergine Maria Addolorata, alla quale il nostro parroco ha voluto affidare, nel giorno della Sua festa, la nostra festa.
Maria che era stata risparmiata dal travaglio del parto fisiologico del suo unico figlio si trova ora ai piedi della croce e sperimenta le doglie del parto spirituale con cui genera ciascuno di noi.
Non esiste emozione più grande e privilegio paragonabile al parto, ma non esiste neanche maternità senza “stare accanto alla croce” e proprio come Maria ciascuna mamma è chiamata a stare accanto ai suoi figli e a soffrire il travaglio del parto tutta la vita. Siamo mamme e, quindi, portatrici sane di combattimento quotidiano con ansie, preoccupazioni e angosce nell’educare i nostri figli.
Siamo mamme chiamate ad essere “presenza” discreta ed equilibrata tra il desiderio di amare i nostri figli e la responsabilità di facilitare e stimolare la loro libertà e autonomia.
Padre Antonello richiama anche la nostra attenzione a non amare “troppo” quando troppo significa invadenza e difficoltà a recidere il cordone ombelicale, quando troppo significa “soffocare” con consigli o suggerimenti non richiesti…
Siamo chiamate, come Maria, ad amare stando accanto ai nostri figli anche in silenzio, un silenzio che, però, comunichi presenza, un silenzio gravido di attenzioni, di ascolto e di compassione.
Sembrerebbe quasi controproducente per una mamma non intervenire e restare presenza silenziosa, proprio come Maria con Gesù, ma l’omelia spiega in che modo la presenza silenziosa di una mamma non è passività, ma anzi si manifesta in tre modalità ricche, dinamiche ed efficaci.
La prima è la presenza silenziosa che consolando insegna a consolare; la seconda è la presenza silenziosa della mamma orante che, in dialogo con Dio, parla dei suoi figli e glieli affida ogni santo giorno; e l’ultima è la presenza silenziosa che soffre ed offre la croce al nostro unico Signore per la salvezza di tutti, in modo particolare dei propri figli.
Tre le “virtù” di Maria che ci insegnano come essere mamme e come entrare in confidenza con il Suo cuore.
Con Maria e come Maria siamo tutte chiamate ad esercitare la nostra maternità come “il dono supremo”, come una tra le nostre più perfette vocazioni, non dimenticando mai, come il parroco ha voluto sottolineare, di prenderci cura di noi con lo stesso amore che nutriamo per i nostri figli, regalandoci così uno spazio di amore solo nostro.
Un pensiero grande ad accorato padre Antonello rivolge a tutte le mamme che soffrono la perdita di un figlio, affinché in questa sofferenza entrino in comunione con la Vergine Addolorata e la possano offrire a Dio Padre.
E dopo la solenne Benedizione di tutti i presenti e la preghiera di tutte le mamme la comunità giubila, ringrazia e loda, con la gioiosa consuetudine dell’agape fraterna nel cortile parrocchiale laddove la festa ha avuto inizio.
Ringraziamo noi tutti Dio per il dono della maternità di Maria, la madre indiscussa di tutto il genere umano, il cui cuore di mamma e l’animo di donna possano esserci di esempio e custodirci oggi e sempre.

Una mamma


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