Il Giubileo di Respiro Ecumenico – ottobre 2020

Giubileo di respiro ecumenico
(venerdì 23 ottobre 2020)

“Ut unum sint”, con queste parole, ricordate dal nostro Parroco, si è aperta la Celebrazione Eucaristica in occasione del Giubileo di respiro ecumenico, con la presenza, per la prima volta nella nostra comunità parrocchiale, di padre Alessio, monaco della Chiesa Greco Ortodossa, il che rappresenta un evento di portata storica, come lo stesso monaco ha ricordato all’inizio della sua omelia.
“Ut unum sint”, “affinché siano una cosa sola”, sono le parole tratte dal vangelo secondo Giovanni (Gv 17, 11), che danno il titolo all’Enciclica di papa San Giovanni Paolo II, pubblicata nel 1995 a proposito di ecumenismo e di relazioni tra Chiesa cattolica e Chiesa ortodossa e che oggi ben rispecchiano il desiderio con cui questa celebrazione è stata pensata e fortemente desiderata dal parroco: pregare assieme da cristiani. Il desiderio di preghiera e dialogo ecumenico assume un significato ancora più grande se si considera il contesto in cui tutto è avvenuto, cioè l’anno giubilare, speciale anno di grazia in cui ogni cristiano lavora e si impegna ad abbattere i muri di divisione nel proprio cuore e tra fratelli.
La Celebrazione Eucaristica è stata presieduta dal Parroco, padre Antonello, mentre padre Alessio, accolto in chiesa durante il solenne ingresso, insieme ai Sacri Ministri e ministranti, ha assistito dal presbiterio. Dopo il solenne canto in greco del Vangelo, ha tenuto un’omelia – catechesi a partire dalla liturgia della Parola del giorno che è stata davvero un grande dono della Provvidenza, poiché ha aiutato tutti a orientare i cuori e la preghiera verso uno spirito di accoglienza reciproca e di ecumenismo. Proprio la prima lettura del giorno è stata un brano della lettera di San Paolo agli Efesini (Ef 4,1-6), che ha aiutato a cogliere l’essenza di una celebrazione così significativa: “…avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale site stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti”.
Prendendo spunto dalla Liturgia della Parola, padre Alessio si è soffermato su molti passaggi tra cui i più significativi riguardano la comune chiamata alla salvezza e alla santità, declinata per ciascuno nella propria quotidianità e nel proprio stato di vita.
Le parole del ritornello del salmo 24 «Noi cerchiamo il tuo volto, Signore», hanno poi dato occasione a padre Alessio di insistere fortemente su un punto fondamentale nella vita di ogni cristiano: cerchiamo il volto di Dio? Lo cerchiamo davvero? In ogni momento della nostra giornata e in ogni circostanza della nostra vita? Da qui l’accorato invito a cercare e desiderare sempre il volto dell’unico Dio, padre buono che ci riempie della sua misericordia.
La lettera agli Efesini è stata anche il punto di riferimento per soffermarsi sulla figura di San Nicola, patrono e protettore della nostra comunità e, ancor prima, figura che da sempre unisce le due chiese, Cattolica e Ortodossa. In particolare, padre Alessio si è soffermato sul versetto 1 «comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità», di cui la vita e il profilo di San Nicola sono rappresentazione piena. In tale contesto padre Alessio ha voluto riportare alla mente alcuni episodi della vita del Santo e miracoli da lui compiuti, come il gesto di carità legato alle fanciulle povere, la cui scena è raffigurata nel quadro recentemente fissato alla volta della nostra chiesa parrocchiale.
Il richiamo alla figura di San Nicola è stato assai forte e sancito alla fine dal canto in greco delle lodi al santo, elevato da padre Alessio dinanzi alle insigne reliquie del nostro patrono solennemente esposte accanto all’altare.
Tutta la Celebrazione Eucaristica e questo momento di preghiera finale rappresentano una preziosa, oltre che storica, testimonianza di dialogo tra le due confessioni e di accoglienza reciproca e fraterna, come attestato dai toni cordiali con cui padre Alessio è stato accolto dal parroco e dalla comunità presente alla celebrazione e dall’affetto riconoscente con cui padre Alessio ha risposto.
Rendiamo grazie a Dio che ci consente di lavorare nel nostro piccolo per l’unità, cominciando dalla preghiera senza la quale nessun cammino ecumenico potrà mai essere efficace.

Angela Marino


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