Il Giubileo dei Giovani – ottobre 2020

Celebrato il Giubileo dei Giovani

L’anno Giubilare della nostra Parrocchia si è arricchito, il 24 ottobre 2020, del Giubileo dedicato ai Giovani. È stato un momento di grazia, un’occasione, per tanti giovani della comunità, di conversione e riconciliazione con Dio, un’occasione di cambiamento interiore.
Al Giubileo hanno preso parte i quattro gruppi di giovani presenti in parrocchia (il gruppo Scout, il gruppo dei cresimandi, il gruppo Samuele ed il gruppo Davide), che hanno vissuto un primo momento divisi, seguendo ognuno la loro spiritualità ed il proprio cammino, compiendo un vero pellegrinaggio interiore ed anche esteriore.
Il tema su cui si è meditato con i giovani durante il pellegrinaggio verso la Porta Santa ha avuto come fulcro la conversione intesa come quel “fare ritorno al Signore”, basandoci sulla certezza che Egli ci ama ed il suo amore è sempre fedele.
Si è parlato di conversione non solo come capacità o intenzione di non peccare più, ma anche come modo di vedere la vita dal punto di vista di Gesù, tralasciando il punto di vista personale. Il guardare le nostre miserie, debolezze e relazioni con gli altri, con gli occhi di Gesù, ci fa scoprire il vero cambiamento. Le cose della vita cambiano non perché mutano le circostanze, ma perché rileggiamo la nostra esistenza in maniera diversa.
QUESTA È LA CONVERSIONE: chiedere la GRAZIA di riuscire a guardare la nostra vita nel modo giusto, con gli occhi di Dio.
Da qui è partita la riflessione intrapresa dai quattro gruppi che hanno animato il Giubileo.
Ognuno di essi ha scelto un personaggio della Bibbia, quale esempio di conversione, su cui indirizzare l’approfondimento e l’analisi svolta durante il cammino verso la Chiesa. I cresimandi hanno posto attenzione sulla figura del giovane ricco, il Gruppo Davide si è soffermato sulla figura di Zaccheo, gli Scout su quella di S. Paolo ed il Gruppo Samuele hanno approfondito la figura del profeta Giona.
Ogni gruppo ha iniziato il cammino da un punto diverso del paese, per giungere tutti assieme, verso sera, nel campetto. Tutti i percorsi sono stati arricchiti da dinamiche, svolte in gruppo o singolarmente, incentrate sul significato che la chiamata di Dio, rivolta a queste figure della Bibbia, ha avuto nella vita degli stessi personaggi, cercando di attualizzarla ai tempi nostri, in cui sembra essere più difficile ascoltare ed accogliere questa voce del Padre che ci invita a seguire una strada diversa.
Il profeta Giona, ad esempio, inizialmente ha difficoltà a comprendere tale chiamata poiché nella vita è un disobbediente e un rancoroso e vuole un Dio “a modo suo”. Con la misericordia, che Dio ha nei suoi riguardi, riesce a superare ciò ed a convertirsi, riuscendo ad abbandonare la disobbedienza e rispondendo al disegno che Dio ha su di lui.
Il giovane ricco, invece, è un giovane in discernimento che si interroga su come avere “di più”, nonostante egli sia già rispettoso dei comandamenti: vuole la vita eterna e per questo si rivolge al Signore. Ma quando il Maestro gli rivela la strada da percorrere, affrontando una scelta radicale, difficile e controcorrente, egli si tira indietro perché non è pronto a lasciare i suoi beni materiali per seguire Gesù, preferendo la “sicurezza” del suo patrimonio.
Il gruppo cresimandi, nell’affrontare la tematica della conversione, ha instaurato un vero dialogo tra i ragazzi ed il personaggio (interpretato da un animatore) che ha permesso loro di approfondire ciò che impediva al giovane ricco (e spesso ai giovani di oggi) di abbandonarsi a Gesù rinunciando a tutto.
Che dire di S. Paolo ed il suo radicale SI al Signore, il quale, nonostante abbia percorso, come tutti noi, una lunga strada ricca di difficoltà e peripezie, non si fa distrarre dall’obiettivo finale: la CONVERSIONE. Anche gli Scout, che hanno trattato questa figura, lungo il percorso, hanno intrapreso un confronto ed un dibattito sulla vita e l’esperienza di San Paolo, cercando di trarre spunti da prendere come esempio per i giovani di oggi.
Ed infine Zaccheo, capo dei pubblicani, ricco e grande peccatore, che un giorno della sua vita sente il desiderio di incontrare Gesù, che visiterà la sua città da li a poco. Zaccheo supererà molti limiti per arrivare a questo incontro eccezionale, limiti personali (come la sua bassa statura che gli impedisce di scorgere Gesù tra la folla) e limiti esterni (appunto la calca di gente che gli copre la visuale). Limiti che spesso anche noi abbiamo e sui quali, lungo il cammino, i giovani del gruppo Davide, hanno riflettuto. Limiti superabili e superati da Zaccheo, che si arrampica su un sicomoro per vedere Gesù, albero che rappresenta per lui uno strumento (e un’ancora di salvezza) che gli fa cambiare punto di vista. Lui fa il “suo possibile” (arrampicarsi per raggiungere un punto più alto che consenta di vedere meglio) per superare questi limiti ed arrivare alla CONVERSIONE. Anche i giovani del gruppo Davide, nelle dinamiche messe in atto lungo il cammino, hanno tentato di cambiare il loro modo di vedere la loro vita, identificando i limiti (interni ed esterni) che gli impediscono di praticare la CONVERSIONE vera, individuando allo stesso tempo il loro “sicomoro”.
I giovani dei vari gruppi, trattate queste tematiche, arrivati tutti al campetto, hanno esternato le loro riflessioni avviando un bel momento di condivisione di tutte le sensazioni e le esperienze vissute in cammino. Particolarmente toccante la testimonianza della chiamata di Dio, vissuta dal giovane Alex che ha raccontato ai giovani presenti le sensazioni vissute prima e dopo la decisione di rispondere con un SI a questa chiamata. È stato bello avvertire la passione con cui Alex ha raccontato la sua esperienza di fede e l’inizio del suo cammino vocazionale.
Ma i momenti di entusiasmo per i ragazzi non sono terminati, anzi si sono acuiti quando, con la proiezione di un video, è stata raccontata l’esperienza di vita accanto al Signore del Beato Carlo Acutis, un quindicenne, che ha dedicato la sua esistenza agli altri, a farsi esempio vivente dell’amore di Dio. Un ragazzo – proclamato Beato ad Assisi pochi giorni prima, il 10 ottobre – che ha definito la conversione come “spostare lo sguardo dal basso verso l’alto, basta un semplice movimento degli occhi”. Quindi essere protesi verso Dio e non verso se stessi.
Bellissimo il messaggio di Carlo, ripreso dal nostro Padre Antonello, e rivolto specialmente ai giovani secondo cui: “Tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie”. L’invito ad essere se stessi in ogni circostanza senza emulare o imitare gli altri, facendo fruttare i talenti che il Signore ha dato a ciascuno di noi, come ha fatto Carlo Acutis.
Trascorsi questi emozionanti attimi, l’intenso pellegrinaggio si è concluso con il momento cruciale e più significativo della giornata, l’attraversamento della Porta Santa e l’Adorazione Eucaristica animata da Padre Antonello. È stato un momento davvero eccezionale e pieno di GRAZIA, in cui i giovani presenti hanno avuto la possibilità di confessarsi, di fare penitenza e adorare il Signore, rivolgersi a Lui e riconciliarsi con Lui, chiedendo perdono ed impegnandosi a cambiare direzione di marcia nella propria vita. In una parola chiedere la Grazia di convertirsi e “tornare al Signore”.
Questo percorso di consapevolezza e avvicinamento a Gesù, assieme alla confessione, alla preghiera, alla penitenza e all’Eucarestia, li ha condotti verso l’indulgenza dei peccati, concedendo a ciascuno l’occasione unica di poter ottenere la cancellazione delle cicatrici che questi peccati hanno lasciato loro nel cuore.
L’esperienza è stata toccante e molti giovani hanno rivelato che avrebbero desiderato che quei momenti di confronto, di aggregazione e di adorazione non avessero mai fine. Il Giubileo ha donato, ai tanti giovani che vi hanno partecipato, una boccata d’ossigeno e di speranza nel futuro che, specie in questi tempi cosi duri, è fondamentale infondere. Il ringraziamento corale va al Signore che ci ha permesso di vivere quei momenti per poter sentire, ancora di più, il Suo abbraccio.

Grazia Briganti


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