La comunità parrocchiale in tempo di pandemia

La comunità parrocchiale in tempo di pandemia:
una lontananza che unisce

Come comunità cristiana che ogni domenica si incontra attorno alla mensa del Signore, domenica 8 marzo (II di Quaresima) è stata l’ultima Celebrazione Eucaristica con concorso di popolo. Proprio in quel giorno il vangelo ci ha presentato la Trasfigurazione di Gesù, e come ricordato dal nostro parroco: “La Trasfigurazione ci aiuta a contemplare la luce che tante volte ci può essere nelle tenebre, Dio ci tocca e ci dà conforto e consolazione in questo momento di prova”. E non è un caso se questo periodo di afflizione sia iniziato all’insegna della Croce Gloriosa del Cristo, con un messaggio pregnante: “Per crucem ad lucem”: una Croce accettata, portata e offerta che diventa strada verso la luce eterna, solo così la croce non ci schiaccia ma diventa trasfigurata”.
Probabilmente nessuno di noi poteva immaginare fino in fondo quanto fosse imminente il messaggio della croce, rispetto a quanto ci apprestavamo ad affrontare: un virus sconosciuto, il covid 19, in poche settimane ci ha costretti al blocco totale! L’intero paese si è paralizzato. Anche se in realtà sotto traccia si è mobilitato un popolo di buona volontà per aiutare, con le modalità consentite dalla delicatissima situazione, chi è rimasto indietro. Siamo stati tutti costretti a restare chiusi nelle nostre case, che nel frattempo si sono trasformate in scuole, postazioni di lavoro, palestre e, in molti casi, piccole chiese domestiche.
Se ci soffermiamo a pensare a ciò che abbiamo vissuto, riusciremo a scorgere in questa fase particolare della storia di tutti noi, seppur nella sua enorme drammaticità, un periodo significativo e prezioso per ciascuno.
Così il tempo della pandemia nella nostra comunità è il racconto di come il Signore si è fatto presenza viva in mezzo a noi:

  • attraverso la Parola spezzata quotidianamente da padre Antonello, che ci ha svelato come Dio ci parli anche e soprattutto nelle afflizioni, e così, rendendoci docili alla Sua voce, abbiamo potuto dire “I nostri giorni sono nelle tue mani” (Sal 50).
  • attraverso i fratelli, con i quali si è condivisa la comunione nei numerosi momenti di preghiera che cadenzavano le nostre giornate, in particolare il Santo Rosario serale, scandito ogni giorno da una diversa preghiera, preparata dai gruppi della nostra comunità.
  • attraverso la Liturgia che ogni domenica, seppur a distanza, è entrata nelle nostre case grazie ai mezzi di comunicazione (come facebook o whatsapp) di cui il nostro parroco si è avvalso per farci vivere, almeno in parte, la Celebrazione domenicale, conservando sempre vivo il desiderio di nutrirci di nuovo del Corpo di Cristo, non appena le restrizioni lo avrebbero reso possibile.

Accanto alle celebrazioni domenicali, padre Antonello si è impegnato per mantenere, anche a distanza, alcuni riti, momenti di preghiera e celebrazioni significativi, come il 19 marzo con la celebrazione di S. Giuseppe e la benedizione a distanza dei papà, o anche la Via Crucis, ogni venerdì di Quaresima, fra cui è stata particolarmente sentita quella curata dalle famiglie (venerdì 3 aprile), fino al momento culminante della settimana Santa. Vivere il Triduo Pasquale collegati ad uno smartphone, seguire la liturgia a distanza, è stata una profonda sofferenza e chissà in quanti ci siamo sentiti come Giovanni, quella notte, nel cenacolo; forse anche noi abbiamo reclinato il capo verso di Lui, abbandonandoci al suo amore, con piena fiducia, “per sentire che nonostante la distanza siamo tutti un solo corpo, in quel cenacolo così come attorno all’altare, perché l’amore di Cristo raggiunge tutti, ovunque, nessuno escluso!”. Come il parroco ci ha ricordato nell’omelia del giorno di Pasqua, veramente abbiamo sperimentato ciò che hanno vissuto i primi discepoli, nella prima Pasqua della storia. Gesù entra a porte chiuse e porta la pace. Anche nelle nostre case chiuse è entrato Gesù e ha portato la pace. Nonostante tutto, anche quest’anno, abbiamo acclamato Alleluja, Gesù è Risorto, è veramente Risorto! come è riecheggiato gioiosamente nel video con gli auguri per la Santa Pasqua delle famiglie della nostra parrocchia.
Dopo la Pasqua continua ancora il periodo di isolamento, durante il quale si sono succeduti altri importanti appuntamenti liturgici, come la festa della Divina Misericordia, o come, nel mese di maggio, la benedizione delle mamme. Ma nel mese di Maria arriva finalmente la notizia tanto attesa: “È tempo di ritrovarci nella casa del Signore!” Così a partire da lunedì 18 le celebrazioni riaprono ai fedeli. È una grande gioia per tutti, anche se si riprende con molta cautela, mantenendo le regole del distanziamento sociale e l’uso della mascherina.
Il ritorno nella nostra “casa” arriva in prossimità della festa di Pentecoste e forse, mai come quest’anno, abbiamo sentito forte il significato di pienezza e completezza della Pasqua che questa festa incarna: se a Pasqua la nostra gioia è stata smorzata dal peso dell’isolamento, nella Pentecoste lo Spirito Santo ci ha permesso di spazzare via la paura, pesante zavorra derivante dalla pandemia, e di poter riprendere il nostro cammino giubilare.
Il cerchio si chiude e concludiamo il racconto con la settimana Eucaristica culminata il 14 giugno nel Corpus Domini. Se durante i giorni dell’isolamento ci siamo sostenuti a vicenda nella preghiera e con l’ascolto della Parola, la settimana Eucaristica ha rappresentato il tempo in cui radunarci attorno alla Mensa del Signore e lodare l’altissimo, con le parole di S. Francesco: Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede, Tu sei la nostra carità, Tu sei tutta la nostra dolcezza, Tu sei la nostra vita eterna, grande e ammirabile Signore, Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.

Egle Staiti

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