Omelia Battesimo di Gesù in occasione del Giubileo degli Scout – gennaio 2020

Omelia Battesimo di Gesù
in occasione del Giubileo degli Scout

(12.01.20)

Il Giubileo è un tempo di grazia, che ha come obiettivo aiutarci a recuperare l’innocenza battesimale, perduta a causa dei peccati, grazie al dono dell’indulgenza.
Questa innocenza si può riconquistare attraverso delle tappe, che la liturgia di oggi, festa del Battesimo di Gesù, mette in evidenza. E vorrei sintetizzare queste tappe con tre parole, che ritengo sintetizzino la vostra vita associativa, amati scout.
Identità. Voi scout avete una vostra meravigliosa identità, che siete chiamati a riscoprire, una identità rafforzata dal vostro essere cristiani. Essere Agesci vuol dire essere cristiani, nella vostra carta d’identità vi è il nome di cattolici, quindi siete battezzati. Ed il profeta Isaia nella 1a lettura, ci presenta la carta d’identità dei battezzati: «Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio Spirito su di lui» (42,1). Il battezzato è il servo di cui il Padre si compiace. Servo, nella letteratura biblica, non è un concetto negativo, ma è un titolo altamente significativo. Non per niente di Gesù si dice che è il Servo di Javhè. Dire servo significa appartenere a qualcuno, vuol dire consegnare la propria vita a colui a cui si appartiene. Ecco chi è il battezzato, una persona che appartiene a Dio, che è suo, che è scelto, preferito, amato da Dio. Ma il battezzato non solo è una persona che appartiene a Dio, ma è anche una persona che è divina, perché ha dentro la presenza dello Spirito Santo. Ricevere lo Spirito vuol dire ricevere la vita di Dio; una vita che è eterna, perché Dio è eterno. Il battezzato è nato per non morire più, perché ha lo Spirito Santo che è Spirito di vita.
Che meraviglia questa identità. Baden Powell diceva: «Ti è stato dato un corpo meraviglioso, da trattare come un opera e tempio di Dio». Ecco l’identità vostra; siete un opera meravigliosa, siete il tempio di Dio. Ecco perché dovete trattarvi bene. Prima di trattare bene e rispettare la natura, che vi circonda, trattatevi bene voi stessi e rispettatevi per la vostra altissima identità.
Ma purtroppo questa altissima identità si può offuscare, a causa dei peccati, ecco allora la strada da percorrere per ritrovarla. E per ritrovare questa identità dobbiamo percorrere una strada, la stessa che Gesù ha compiuto nel Giordano. Prima entra nel fiume e poi esce dalle acque. Entrare ed uscire; entrare nelle acque significa entrare dentro le nostre miserie, riconoscere le debolezze. Gesù è entrato nelle acque che simboleggiano i nostri peccati, per annegarli, per seppellirli e distruggerli per sempre. Si entra con il peccato e si esce purificati. La strada più sicura per recuperare la nostra identità di figli è quella che ci conduce al Sacramento della Confessione, che secondo i Padri, è il secondo battesimo. Entrare nel confessionale, riconoscere i peccati, chiedere perdono, essere liberati, uscire, recuperando la bellezza della nostra identità.
Che strada meravigliosa. Cari scout, percorrete spesso questa strada.
Solo così compirete seriamente il vostro dovere.
Nel Vangelo c’è un sinonimo di dovere: giustizia. Gesù a Giovanni, che non vuole battezzarlo, dice: «lascia fare, perché conviene che adempiamo ogni giustizia», cioè abbiamo il dovere di compiere la volontà di Dio. Questa volontà, questo dovere ha tre direzioni.
Dovere verso Dio, dovere verso il prossimo, dovere verso la natura.
Dovere verso Dio, siete figli di Dio, comportatevi da figli di Dio, siate come Dio vi vuole: ascoltate Gesù Cristo, come il Padre ha chiesto dopo il suo battesimo, seguite i suoi insegnamenti, pregate, nutritevi dei Sacramenti. Siate buoni cristiani. Ma come diceva Baden Powell «non basta essere buoni, ma bisogna fare anche il bene». Quindi dovere verso il prossimo.
In Isaia abbiamo ascoltato: «Ti ho formato e ti ho stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni» (42,6). Voi, proprio perché battezzati, siete posti come alleanza per il popolo. Alleanza in ebraico indica un forte legame, qualcosa che incolla due realtà, in modo pieno e permanente; quindi il battezzato deve incollare i fratelli a Dio e Dio ai fratelli; deve, cioè, fare da pontefice; deve essere mediatore della salvezza per tutti gli uomini. Il battezzato è un uomo buono, perché riempito della bontà di Dio, ma che anche fa il bene al prossimo, come vi siete impegnati quando avete fatto le promesse.
Non scordate mai, come diceva Baden Powell, che «il vero modo per essere felici è quello di procurare la felicità degli altri».
Dovere verso la natura. Rispettate e fate rispettare l’ambiente, che ci circonda. Come affermava Baden Powell «lasciate questo mondo migliore di come l’avete trovato». Il battezzato ha il dovere di migliorare questo mondo. Sempre Baden Powell affermava: «L’uomo che è cieco alla bellezza della natura ha perduto metà del piacere di vivere». Mi raccomando non perdete il piacere di vivere, non siete ciechi, nel contemplare la bellezza che c’è fuori di voi, ma soprattutto dentro di voi.
Vivete allora in pienezza il Giubileo: riscoprite la bellezza della vostra identità, fare strada verso il sacramento della Confessione per recuperare la vostra identità, con il riconoscere i vizi e liberarsene, e vivete il dovere verso Dio, il prossimo, la natura.

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