Omelia di Pasqua 2019

Domenica di Pasqua anno 2019

La tomba è vuota: Cristo è risorto. Alleluja
Questa è la stravolgente e sconvolgente notizia che irrompe in questa notte santa. Abbiamo bisogno di sentire ancora una volta questa notizia pasquale, perché scuota le nostre vite, le nostre coscienze, le nostre menti. La tomba è vuota, perché Cristo è risorto. Cristo ha distrutto la morte, ha aperto la tomba ed è uscito dalla tomba. La tomba non solo è vuota, ma è anche aperta. Quindi possiamo anche noi fare Pasqua, cioè passare attraverso l’ingresso per uscire. Sì, anche noi dobbiamo uscire dalle nostre tombe. Ci sono cristiani che vivono la cosiddetta spiritualità o psicologica della tomba, cristiani, cioè, che, giustificandosi dietro ai tanti problemi di salute, economica ed altro, vivono rassegnati, sfiduciati, disperati, apatici, senza gioia, sempre tristi; cristiani che cercano tra i morti, colui che è vivo. Il Signore ha aperto la tomba, la pietra è stata rimossa, perché tutti possiamo uscirne; usciamo dalla tomba e facciamo Pasqua; passiamo dalla rassegnazione alla novità, dalla delusione alla fiducia, dalla abitudine alla meraviglia.
Dalla rassegnazione alla novità.
Non possiamo vivere da rassegnati; il cristiano non è uno rassegnato, ma è uno che vive sempre la perenne novità della vita, una novità che non riguarda solo un insieme di cambiamenti della normale quotidianità, ma deve essere novità psicologica, mentale. Dobbiamo avere il coraggio di credere più in noi stessi, nelle nostre capacità. Uscire dalla tomba vuol dire avere l’abilità di volere e di volare. La più grande novità è non rassegnarsi alla quotidianità. Ogni giorno può essere una novità se tu vivi ogni giorno da protagonista e non da passivo spettatore. L’uomo rassegnato è esposto all’aborto esistenziale, ad una vita essenzialmente sterile. Tanti aspettano che le cose cambino, perché la loro vita cambi; sarà il contrario, cambieranno le cose, quando la tua vita cambierà, quando avrai il coraggio di non rassegnarti…mai. Se non possono cambiare gli eventi devono cambiare gli atteggiamenti. Non rassegnarti, fai Pasqua, esci dalla tomba; la tomba è vuota ed è aperta. Non rimanerci dentro, decidi di non rassegnarti e scoprirai tante novità travolgenti.
Dalla delusione alla fiducia.
Tanti cristiani a causa di delusioni non credono più nella bellezza della vita, dell’amore, dell’amicizia. Tanti a causa della delusione non riescono più a sognare. Tanti sono ammalati di anoressia di desideri. Non hanno più desiderio di desideri, non c’è più voglia di sognare. Chi non aspira non respira; chi non sogna è morto. Si parla di sindrome dello specchietto retrovisore, e ne sono vittime chi guarda indietro, assorbendo nel buco nero del passato, il presente e il futuro. I ricordi del passato possono essere una tomba. In greco “ricordo” e “tomba” hanno la stessa radice: mnema è tomba; mnemè è ricordo. Mnema, mnenè.
Se qui c’è qualcuno che è bloccato nella tomba dei ricordi, che è effetto dalla anoressia dei desideri, io ti esorto, non farti bloccare dal passato; non perdere la fiducia, non lasciarti rubare la gioia di continuare a sognare e desiderare. Fai Pasqua esci dalla tomba, non continuare a farti del male, lasciandoti influenzare dai ricordi negativi. Usciamo dalla tomba, continuiamo a credere, ad avere fiducia. La fiducia nasce da Dio. Chi ha fatto esperienza del Risorto guarisce dalla mancanza di fiducia, anche se ha fatto esperienza di delusione, perché crede che anche le delusioni hanno un senso, perché crede che le delusioni sono lezioni da cui trarre qualcosa di importante per la propria vita.
Dalla abitudine alla meraviglia.
Carissimi figli e fratelli, non lasciamoci appiattire dalla abitudine, che ci toglie la sorpresa della meraviglia. Oggi non riusciamo più a meravigliarci di niente, perché abituati a tutto. Non ci meraviglia più il male, perché assuefatti dalle notizie che ci bombardano quotidianamente (le morti in mare, i bambini abusati, le donne uccise)… siamo troppo abituati ad ascoltare il male, che ormai più niente ci meraviglia. Ma non ci meraviglia nemmeno più il bene; un tramonto incantevole, un’alba che ci «illumina di immenso», al dirlo con Ungaretti; non ci meraviglia più uno scenario mozzafiato; la bellezza del nostro territorio, ecco perché facciamo fatica a custodirlo, e a tenerlo pulito; non ci meraviglia più una tomba vuota, una veglia di Pasqua; più niente ci meraviglia; siamo troppo abituati e l’abitudine piano piano ci spegne. Una vita senza più meraviglia non è degna di essere vissuta. Dobbiamo riscoprire la meraviglia, dobbiamo avere il coraggio di fare questo passaggio. Non abituiamoci mai. Il cristiano non si abitua mai, ma gioisce sempre per le meraviglie di ogni giorno. Ogni giorno c’è una meraviglia da scoprire.
La tomba è vuota: Cristo è risorto. Alleluja
Sì, la tomba è vuota. Allora no alla spiritualità della tomba, ma alla spiritualità del sepolcro vuoto ed aperto.
Usciamo anche noi con Cristo; facciamo Pasqua, passiamo dalla rassegnazione alle novità, dalla delusione alla fiducia, dalla abitudine alla meraviglia.

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