Omelia Domenica di Pasqua 2016

Omelia Domenica di Pasqua 2016

«Rendete grazie al Signore perché è buono, perché il suo amore è per sempre» (Sal 117[118]).
Con il salmo responsoriale, in questa Pasqua che viviamo nel Giubileo della Misericordia, vogliamo cantare l’eterno amore di Dio; veramente diciamo che il suo amore è per sempre; gridiamo che eterna è la sua misericordia, ma questo lo possiamo sperimentare solo alla luce della Pasqua di Cristo. La certezza che la misericordia di Dio è eterna vuol dire che tutta la nostra vita è avvolta da questa misericordia; il nostro passato, il nostro presente, il nostro futuro è dentro l’amore del Signore. Non c’è stato mai un attimo in cui Dio non ci abbia amato. Ma per comprendere come tutta la nostra esistenza è avvolta da questa eterna misericordia, dobbiamo partire dalla Pasqua di Cristo. È importante che la nostra vita, passata, presente e futura, sia sempre letta alla luce del mistero pasquale; solo così facilmente comprenderemo la misericordia di Dio.
«Rendete grazie al Signore perché è buono, perché il suo amore è per sempre». Se eterna è la sua misericordia significa che è stata sempre presente nel tuo passato. Certo per chi ha vissuto situazioni di sofferenza, di dolore, di lutto, risulta difficile vedere nel passato l’amore di Dio, e viene spontaneo chiedersi dov’era quest’amore quando soffrivo, piangevo, vivevo quell’esperienza dolorosa. Per capire come nel tuo passato era presente la misericordia di Dio, devi rileggere questo passato alla luce della Pasqua di Cristo. Come hanno fatto gli Apostoli: solo dopo che Cristo è risorto hanno meditato tutti i fatti del passato e vi hanno trovato un senso. Tu che sei qui allora rivisita la tua storia, rivedi tutti i momenti bui, le tue sofferenze, i tuoi dolori, le tue lacrime; rileggi tutto alla luce della Pasqua di Cristo e facilmente comprenderai che eterna è la sua misericordia; in quei momenti lui era accanto a te, anche se i tuoi occhi erano incapaci di riconoscerlo, come i discepoli. Se Dio ha permesso dolore e lacrime è per rafforzarti o liberarti o per raggiungere un sommo bene, che forse ancora non riesci a vedere, ma che prima o poi vedrai. Il suo amore non ti ha risparmiato il dolore, ma ha dato senso al tuo dolore; come la sofferenza di Cristo, alla luce della Pasqua ha avuto senso, così il tuo passato ha senso se letto alla luce della Pasqua. Se non leggiamo la nostra vita alla luce del mistero pasquale tante cose ci sembrano impiegabili ed assurde.
«Rendete grazie al Signore perché è buono, perché il suo amore è per sempre». Se eterna è la sua misericordia è presente nel tuo presente. Sappi che proprio ora Dio ti ama, guarda il tuo presente alla luce della Pasqua di Cristo, rivedi quello che stai vivendo alla luce della risurrezione. Non ti scoraggiare, Cristo è risorto, quindi è vivo, è accanto a te che ti sostiene; non sei solo. Se non ti viene risparmiato il dolore, non ti manca però la forza del Signore, la sua presenza. Come mi disse qualche anno un santo vescovo, nell’ottica del mistero pasquale quando le cose vanno male, allora vanno bene.
«Rendete grazie al Signore perché è buono, perché il suo amore è per sempre». Se eterna è la sua misericordia sarà presente anche nel tuo futuro. Se il suo amore è eterno, non ti abbandonerà mai. Non dire il futuro mi fa paura. Forse in questo momento ti vedi dentro un tunnel senza uscita, ma credici: il tuo futuro è un futuro di bene, di pace, di speranza, perché eterna è la misericordia di Dio; Cristo è risorto, quindi ti proteggerà, non permetterà che tu ti smarrisca.
Carissimi figli e fratelli, impariamo a rileggere sempre la nostra vita nell’ottica del mistero pasquale, solo così sperimenteremo l’eterna misericordia di Dio e potremo sempre cantare con il salmo: «Rendiamo grazie al Signore perché è buono, perché il suo amore è per sempre».

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