Omelia Giorno di Pentecoste Anno B – 2018

Omelia Giorno di Pentecoste Anno B

«Vieni Santo Spirito, metti fuoco sulle labbra e fervore nel cuore, perché possiamo parlare degnamente di te e fare esperienza di te».
Di Spirito Santo non si dovrebbe parlare, ma di Spirito Santo bisognerebbe solo fare esperienza. Lo Spirito Santo è Amore e l’amore non si può spiegare, ma si deve vivere per capirlo.
Nel versetto prima del Vangelo, abbiamo chiesto allo Spirito che venga ad accendere il fuoco del suo amore.
Sì, lo Spirito è il fuoco che Cristo è venuto ad accendere. Cristo, come Prometeo, ci ha portato il fuoco sulla terra; ma a differenza del personaggio della mitologia greca, non lo ha rubato agli dèi, ma lo ha ottenuto per noi con il più grande atto d’amore della storia: la sua morte in croce.
Lo Spirito Santo è il fuoco che Cristo è venuto a portare. Agli Apostoli, lo Spirito si presenta anche come lingue di fuoco, che dividendosi, si posarono su ciascuno di loro.
Il fuoco ha alcune funzioni: brucia, illumina, riscalda. Ecco cosa fa lo Spirito Santo nella nostra vita, se veramente lo accogliamo.
Lo Spirito brucia i peccati, brucia le scorie di male presenti in noi. Lo Spirito Santo brucia ogni umana miseria, brucia ogni passione con i suoi desideri, brucia le opere della carne, di cui ci parlava s. Paolo nella lettera ai Galati. Lo Spirito brucia le paure, le tiepidezze, i dubbi. È lui che «piega ciò che è rigido e dirizza ciò che è sviato». È solo grazie allo Spirito che possiamo camminare in una vita nuova, perché è Lui che, bruciando ogni egoismo, ogni peccato, ci trasforma dal di dentro, bruciando il male ci rigenera e ci rende capaci di camminare nel bene, portando il frutto dell’amore con tutte le sue manifestazioni, ricordate sempre da S. Paolo.
Lo Spirito Santo, come il fuoco, illumina oltre a bruciare. Lo Spirito ci indica la via, ci conduce per non farci andare fuori strada. Lo Spirito Santo, secondo quanto detto da Gesù, nel Vangelo di oggi, ci guida a tutta la verità, ci illumina sulla via del bene. Davanti al relativismo che domina nel nostro mondo, abbiamo bisogno dello Spirito che faccia chiarezza su ciò che è il vero, il bene. Senza lo Spirito è impossibile comprenderlo, perché è lui che ci guida nella verità. Se abbiamo smarrito il senso della verità, è perché abbiamo smarrito lo Spirito Santo. Quando invece lo Spirito Santo abita nel nostro cuore, illumina anche la nostra vita, ci apre la mente per meglio capire le cose di Dio; ci fa crescere giorno dopo giorno nella comprensione di quello che il Signore ha detto e desidera da noi.
Lo Spirito Santo, come il fuoco, riscalda. Ci fa ardere il cuore nel petto, facendoci sentire la presenza di Dio dentro di noi. Lo Spirito accende il fuoco nel nostro cuore; è lui che «scalda ciò che è gelido». È lo Spirito Santo che ha infiammato i cuori impavidi e tiepidi degli Apostoli e li ha resi fervorosi e coraggiosi; è lo Spirito Santo che ha riscaldato i cuori di tanti uomini e tante donne, che hanno avuto il coraggio di fare scelte serie ed impegnative. È lo Spirito Santo che riscalda il cuore e dona fervore alla vita di fede. Senza la sua esperienza viva il nostro Cristianesimo sarà tiepido, anemico, senza linfa vitale. Senza l’esperienza personale dello Spirito Santo non decolleremo mai verso l’alto, ma rimarremo sempre a bassa quota.
S. Giovanni Crisostomo dice che a Pentecoste è avvenuta una “epidemia dello Spirito Santo”.
Sì, mi auguro che tutti possiamo essere contagiati da questa epidemia; facciamo contagiare dallo Spirito Santo, invochiamo per tutti noi una potente effusione di Spirito, perché bruci le scorie del male, illumini le menti alla verità, riscaldi i cuori alla fede.
«Vieni, Spirito Santo, sii tu fiamma ardente nel cuore; fuoco che brucia il male, illumina le nostre mente, riscalda il nostro cuore.
Vieni, Santo Spirito, vieni per mezzo di Maria».