Omelia Giovedì Santo 2016

Omelia Giovedì Santo 2016

«Avendo amato i suoi che erano nel mondo li amò fino alla fine». Gesù ha amato i suoi fino alla fine, fino al compimento; di più non ci poteva amare. E dimostra questo amore dando se stesso, si immola totalmente; e prima di immolarsi sull’altare della croce, anticipa questa donazione nell’ultima Cena, quando dona se stesso nel pane e nel vino, secondo quando ci ha tramandato S. Paolo nella 2a lettura.
L’ultima Cena è il «convito nuziale del suo amore» (coll); ed è qui che Gesù rivela la sua grande misericordia.
Le caratteristiche di questa misericordia sono racchiusi nei tre gesti che Gesù compie prima di versare l’acqua e lavare i piedi: si alzò da tavola; depose le vesti, ci cinse di un asciugatoio. Si alzò, depose e si cinse, in questi verbi è racchiuse tutta la misericordia di Gesù.
Si alzò da tavola. Gesù si alza, è lui, cioè, che prende l’iniziativa. La misericordia di Gesù è preveniente, il suo amore precede ogni nostra azione. Gesù ci ama per primo, e ci ama non perché noi lo meritiamo. Gesù dona l’Eucaristia a persone che non se la meritano, dona se stesso a chi lo tradisce. Gesù in questo momento si sta alzando, prende l’iniziativa, si avvicina al tuo cuore e ti sussurra parole di amore: Ti amo di amore eterno; ti amo così come sei.
Depose le vesti. Gesù ci ama in modo totale, per noi ha deposto le vesti della sua divinità. Come direbbe S. Paolo ha spogliato se stesso, si è svuotato. Che meraviglia! Per amore nostro ha dato tutto e non ha tenuto conto della sua divinità; per amore nostro, Gesù è stato pronto a rinunciare a tutto; ci ha amati fino alla fine, fino al compimento.
Si cinse di un asciugamano. Deposta la sua divinità, Gesù per amore nostro si cinse di umanità, ha preso le vesti dello schiavo. Gesù ci ha salvato servendo; perché solo chi serve salva. Che amore! Veramente Gesù ci ha amato sul serio, non per scherzo, come disse a S. Angela da Folingo.
Ecco com’è la misericordia di Dio, che Gesù ha rivelato nell’ultima Cena: amore preveniente (si alzò da tavola), amore totale (depose le vesti), amore servizievole (si cinse con l’asciugatoio).
Carissimi figli e fratelli, questo è il mandato che Gesù ci consegna oggi: «Vi ho dato l’esempio perché anche voi facciate come io ho fatto a voi». Siamo chiamati a usare con tutti lo stesso amore di Gesù. Siamo chiamati ad alzarci da tavola, cioè a prendere l’iniziativa nell’amore; non aspettiamo che siano gli altri ad amarci, amiamo noi per primi. Deponiamo le vesti; liberiamoci di ciò che ci impedisce di amare, che può essere il nostro orgoglio, la nostra superbia, la nostra presunzione. Cingiamoci con l’asciugatoio, cioè mettiamoci a servizio dei fratelli, con generosità. Servendo salviamo e ci salviamo.
Misericordia deriva da una parola ebraica che indica le viscere materne. L’asciugatoio si mette sul grembo, per ricordarci che dobbiamo amare con viscere materne. Dopo che Papa Francesco ha modificato le norme sulla lavanda dei piedi, dando facoltà di scegliere tra tutto il popolo di Dio, e non soltanto uomini, ho preferito solo donne, per questo importantissimo gesto, al fine di ricordarci che l’amore che dobbiamo donare ai fratelli deve rispecchiare l’amore di Dio, che è amore materno, amore viscerale; Dio ci ama come una mamma.
Nutriamoci di Eucaristia, ma non dimentichiamo che chi si nutre di Eucaristia deve imitare l’amore di Gesù: «Fate questo in memoria di me»; cioè donatevi come me, amate come me: amore preveniente, amore totale, amore servizievole

I commenti sono chiusi.