Omelia Giubileo delle Famiglie – 1 dicembre 2019

Omelia Giubileo delle Famiglie

«Quale gioia quando mi dissero: andremo alla casa del Signore».
Con il salmo 121 anche noi manifestiamo al Signore la nostra gioia, il nostro giubilo, nell’essere qui, e nell’aver attraverso la Porta Santa ed essere entrati nella casa del Signore. Siamo nel giubilo, perché percepiamo l’esperienza della vicinanza del Signore.
«Su di te, sia pace». Questo era l’augurio che i pellegrini si scambiavano quando andavano a Gerusalemme ed entravano nel tempio santo di Dio. La pace è frutto della presenza viva e tangibile di Dio. È questo è l’augurio che io rivolgo a voi, amate famiglie: su di voi sia pace.
Questa è l’esperienza giubilare. Il giubileo serviva proprio a questo, ad infondere pace; pace con Dio, pace tra gli uomini. Il giubileo è il tempo in cui, come bene ci ricordava Isaia, le spade diventano aratri e le lance, falci.
Da questa pace scaturisce la vera gioia. E pace e gioia sono i due atteggiamenti propri del giubileo.
Come vivere questo tempo di pace e gioia?
La liturgia di questa 1a domenica di Avvento ci dà risposta.
Innanzitutto i profeta Isaia, nella 1a lettura, ci esorta: «Camminate nel Signore». Uno dei segni del giubileo è camminare, il pellegrinaggio, che ci ricorda che siamo in viaggio verso mete nuove. Il cristiano è homo viator, perché è assettato di orizzonti nuovi, aperto all’Assoluto e all’Infinito. Un cammino che serve ad entrare in se stesso e rinnovare se stesso e a scoprire se stesso. Camminate nel Signore, Isaia ci dice, cioè fatevi guidare da lui, e non fatevi trascinare dalla moda del momento. Ecco, care famiglie, un modo per vivere il giubileo e non perdere la pace e la gioia: camminare con Dio, non conformatevi al mondo. Camminate nella luce della fede, della Parola di Dio, camminate nella luce che si sprigiona dall’Eucarestia, camminate nella luce dei valori umani e cristiani, che hanno reso grande tanti coppie del passato e del presente. Non abbiate paura di andare controcorrente. La vera pace non scaturisce dal conformismo, ma dal camminare con Dio, che vuol dire anche andare controcorrente.
Ma S. Paolo, nella sua lettura ai Romani, ci dà un altro consiglio. Ci esorta: «Rivestitevi del Signore Gesù Cristo e non seguite la carne nei suoi desideri». Questo è il senso del giubileo, ricuperare la veste battesimale, rivestirci di Cristo, dicendo no alle opere delle carne. Questo tempo di grazia ci dovrebbe aiutare a gettare via le opere delle tenebre, cioè liberarci da ciò che ci impedisce l’incontro con il Signore: litigi, gelosie, odi, rancori, orgoglio, durezza di cuore, impurità. Per accogliere il Signore dobbiamo ripulire la nostra vita, dobbiamo fare ordine nel nostro cuore. Il giubileo è il tempo per fare ordine. Non perdiamo questa occasione. La vera gioia e il vera pace scaturiscono da questo rivestirci di Cristo.
Ma il Vangelo ci invita un terzo consiglio per vivere il giubileo: Vegliare, per non lasciarsi scassinare la casa dal ladro. Il vero ladro della vostra casa è il maligno che vuole rubare la vostra pace e la vostra gioia. Vegliare vuol dire vivere accorgendosi di chi ci sta attorno. Nel Vangelo si dice che ai tempi di Noè, mentre egli costruiva l’arca, gli altri non si accorgessero di nulla. Si sta consumando un dramma, il diluvio si sta avvicinando e non si accorsero di nulla. Questo è quello che capita in tante famiglie, mentre si consumano drammi personali, della moglie, del marito, dei figli, nessuno si accorge. Il giubileo si è aperto, come avveniva nell’AT, con il suono forte e penetrante dello shofar, un suono che deve servirci a svegliarci e non dormire. Il giubileo è un invito, quindi a vegliare e vegliare vuol dire fermarsi per ascoltare le esigenze degli altri, significa guardare la moglie o il marito da innamorati, i figli da interessati; vegliate, non sottovalutare le difficoltà. Vegliare significa ascoltare i silenzi. Vegliare significa non vivere nell’apatia della quotidianità, non accontentarsi di una vita abitudinaria; senza più mordente e meraviglia. Vegliate.
Care famiglie, chiedete pace per la vostra casa; non fatevi rubare la pace, non spegnete la gioia della vocazione matrimoniale. Accogliete la grazia di questo Giubileo: camminate nel Signore; rivestitevi di Cristo, vegliate per accorgervi di chi vi sta accanto.
Santo e proficuo giubileo.

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