Omelia Solennità Immacolata Concezione – 8 dicembre 2019

Omelia Solennità Immacolata Concezione
(2019)

«Acclami il Signore tutta la terra, gridate, esultate, cantate inni». Con il salmo 97/98 vogliamo gioire, vogliamo giubilare, in questa solenne Celebrazione dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. La festa di oggi non solo ci invita ad acclamare, a gioire, ma ci aiuta a comprendere meglio il senso del giubilo, che stiamo sperimentando celebrando l’anno giubilare.
Qual è il senso del giubileo. Guardando Maria Immacolata lo comprendiamo pienamente.
Una volta annunziato il giubileo, nell’Antico Testamento, si realizzavano alcune condizioni: avveniva la liberazione dei prigionieri, il riscatto degli schiavi, la restituzione della terra confiscata e quindi il ritorno nella propria casa.
Tutto questo ci dice la festa dell’Immacolata.
Maria Immacolata ci dice che il Signore è venuto per liberarci dalla prigionia di satana. Il seme di Maria schiaccia il serpente, sconfigge satana; e grazie alla potenza di Cristo, anche Maria ha sconfitto il maligno. Il male in Lei è stato vinto, prima ancora di sfiorarla, perché Dio dalla eternità l’ha «ricolmata di grazia», così, come l’angelo Gabriele la saluta. Ecco perché il vero giubileo lo ha realizzato Gesù Cristo, perché è lui che veramente ha liberato noi prigionieri da satana. Allora siamo nel giubilo perché liberati da satana, perché il nemico è sconfitto. Guardiamo Maria e ammiriamo «la vittoria del nostro Dio» (salmo), guardiamo Maria è vediamo il serpente schiacciato, guardiamo Lei e giubiliamo, perché il maligno non ci fa più paura.
Ma dopo l’annuncio del giubileo, avveniva anche il riscatto degli schiavi, questi venivano affrancati, scarcerati. Gesù Cristo ci ha affrancati, ci ha redenti, perché ha pagato con il suo sangue il nostro riscatto; egli ha pagato per noi il debito dei nostri peccati. Maria Immacolata ci dice proprio questo: Cristo ci ha riscattati dal peccato. Maria non è stata redenta dal peccato, perché non l’ha mai avuto, ma è stata pre-denta, cioè Cristo ha pagato per sua mamma prima che il peccato l’ha sfiorasse. Dio Padre in previsione della morte del suo Figlio, in vista di quel sangue, l’ha resa Immacolata, cioè libera da ogni tipo di peccato, anche. Quindi Maria è Immacolata non per suo merito, ma per la forza del sangue di Cristo. Nessuno può essere redento dal peccato senza Cristo, nessuno può essere riscattato dal peccato senza Cristo. Cristo per sua madre ha pagato prima, per noi ha pagato dopo, ci ha redenti, cioè, dopo il peccato, perché siamo nati nel peccato, perché cadiamo nel peccato, per la nostra debolezza. Maria Immacolata ci dice che il peccato non può stabilirsi per sempre in noi; è vero possiamo peccare, ma possiamo essere redenti dalla schiavitù del peccato, grazie al sangue di Cristo. È questo il senso dell’indulgenza giubilare: essere riscattati totalmente dal peccato: pena e colpa.
Ma nel giubileo avveniva anche la restituzione della terra, quanti avevano confiscato le terre le restituivano, quindi ognuno tornava a casa sua. Maria Immacolata ci fa capire qual è la nostra casa, perché ci dice qual è la nostra meta: le braccia amorose di Dio. In Maria Immacolata siamo invitati a riconoscere la nostra vera dignità. Noi siamo fatti per essere come lei, per essere santi ed immacolati, siamo stati fatti eredi, predestinati alla gloria. La terra perduta ci viene restituita, cioè la dignità perduta a causa del peccato ci viene restituita, ecco il senso del battesimo. Veniamo battezzati, per recuperare la casa perduta, la dignità perduta. Guardiamo Maria Immacolata e giubiliamo, comprendendo meglio il giubileo, che stiamo vivendo: siamo nel giubilo, perché Cristo ci libera dal maligno, ci riscatta dalla schiavitù del peccato, ci restituisce la dignità perduta, facendoci tornare a care, le braccia amorose di Dio.

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