Omelia IV Domenica di Quaresima Anno C 2016

Omelia Quarta Domenica di Quaresima Anno C

Il Signore oggi ci invita ad uscire per elargire la sua misericordia, così come ha fatto lui. Nel bellissimo brano evangelico, che abbiamo ascoltato, è il Padre che esce per ben due volte per andare incontro ai figli; esce per effondere il suo amore; esce per far capire ai figli che li ama; esce per elargire la sua misericordia. Dio è stato il primo ad uscire da se stesso per dirci quanto ci ama. È uscito dal suo mondo, mediante Cristo, per rivelarci la sua misericordia. Anche noi siamo chiamati ad uscire per raggiungere chi si trova fuori ed elargire misericordia. Bisogna uscire, senza aspettare, come ha fatto il Padre misericordioso. Egli esce per manifestare la misericordia. E come la manifesta? Uscendo per accogliere il figlio minore compie tre gesti, molto belli: corre, abbraccia, bacia.
Cosa vuol dire tutto questo?
Il Padre corre. Per la maggior parte degli esegeti questo correre indica manifestazione di gioia; il Padre corre, perché è pieno di gioia; una gioia che si trova pienezza nella festa che lui fa preparare, per il ritorno del figlio. Oggi è la domenica in laetare, domenica, cioè, che ci invita alla gioia; una gioia che nasce dall’incontro con l’amore di Dio. gioiamo perché abbiamo fatto esperienza della divina misericordia. Allora usciamo per diffondere questa gioia; usciamo per contagiare gli altri con la nostra gioia; facciamo vedere che abbiamo incontrato Gesù. Chi ci vede deve accorgersi attraverso la nostra gioia, che abbiamo fatto esperienza di misericordia; un modo bello per testimoniare la misericordia è la gioia.
Ma il Padre manifesta la misericordia non solo correndo, ma anche con abbracciando; corre ed abbraccia il figlio che torna. Siamo chiamati ad uscire per abbracciare, cioè ad usare misericordia con il nostro affetto, con la nostra tenerezza. Un modo meraviglioso per testimoniare la misericordia è la cariñoterapia, la chiamerebbe papa Francesco, cioè la terapia della tenerezza, dell’affetto. Il mondo di oggi ha bisogno di tenerezza, ha bisogno di cuore caloroso.
Il terzo gesto che compie il padre è baciare. Baciare non è soltanto un accostare guancia a guancia, labbra a labbra. Baciare è entrare in comunione con … Infatti, il bacio nella Bibbia è un segno di comunione; è un gesto di amore totale. Ecco perché Giuda commette un grandissimo crimine tradendo Gesù con un bacio. Il bacio serve per esprimere amore, non tradimento; comunione non divisione. Con il bacio il Padre sta dicendo al figlio che lo riammette nel suo cuore, che rientra a far parte di se stesso. Questo è il motivo per cui i Padri della Chiesa vedevano in questo bacio lo Spirito Santo, che è l’amore, la comunione tra Padre e Figlio, donata al peccatore. Baciare un fratello allora vuol dire essere in comunione con lui. Ogniqualvolta io creo comunione con non faccio altro che dare il bacio di Dio che è lo Spirito Santo; dove c’è lo Spirito c’è piena comunione.
Carissimi figli e fratelli, tra poco usciremo da questo luogo, usciamo per elargire misericordia; usciamo con la gioia, contagiamo gli altri con la nostra gioia; usciamo manifestando tenerezza; usciamo per costruire comunione tra noi; usciamo, come il Padre, per donare a tutti misericordia.

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