Omelia Mercoledì delle Ceneri 2016

Omelia Mercoledì delle Ceneri
(2016)

La Quaresima è il tempo forte per celebrare e sperimentare la misericordia di Dio; è il tempo favorevole per la nostra salvezza, ci ricordava S. Paolo nella 2a lettura, tratta dalla 2a lettera ai Corinzi. Se questo vale sempre, vale molto di più in quest’anno giubilare; in quest’anno della Misericordia siamo invitati a vivere ancora più intensamente questo tempo sacro. Siamo esortati con più forza a celebrare la misericordia di Dio. Per celebrare questa misericordia è necessario prima sperimentarla e poi donarla, perché non si può donare ciò che non si possiede. Allora ci chiediamo: Come fare? Come si sperimenta la misericordia di Dio? Come si dona?
Nelle letture di questa celebrazione ci sono tre verbi che possono aiutarci in questi quaranta giorni per sperimentare la Misericordia:

  1. Nella prima lettura abbiamo il verbo “Ritornare”. Il profeta Gioele ci invita a ritornare al Signore. Per sperimentare la misericordia dobbiamo ritornare al Signore, cioè è necessario volgere lo sguardo su di lui, tenere fissi i nostri occhi sul Signore. Volgere lo sguardo su di lui per pregarlo, sì, ma soprattutto per imparare da lui, vivere come lui. Questo vuol dire ritornare al Signore: guardare a lui per vivere come lui vuole. Se guardiamo il Signore, se ci accostiamo a lui non possiamo non riconoscere i nostri peccati. Ecco allora il secondo verbo.
  2. Nel salmo abbiamo il verbo “Riconoscere”. Davide dopo aver commesso il peccato riconosce il suo peccato. Solo in Dio possiamo riconoscere il nostro peccato. Per sperimentare la misericordia è necessario riconoscere il proprio peccato. Comprendere che abbiamo sbagliato. Senza il riconoscere le proprie miserie non si può riconoscere la misericordia di Dio. Se riconosciamo il peccato è necessario riconciliarsi. Ecco allora il terzo verbo.
  3. Nella seconda lettura abbiamo il verbo “Riconciliarsi”. S. Paolo ci esorta a riconciliarci con il Signore, cioè a confessarci. Avere l’umiltà di chiedere perdono, attraverso i ministri della Chiesa; Chiesa che è stata costituita ministra di misericordia. In questo tempo sia più frequente la confessione per poter sperimentare proprio questa grande misericordia di Dio.

Ecco allora le indicazioni per sperimentare la misericordia: ritornare, riconoscere, riconciliarsi. Ma in questo tempo di Quaresima dobbiamo anche donare misericordia. Come fare?
Papa Francesco nel messaggio di quest’anno per la Quaresima ci invita ad esercitare le opere di misericordia. Sono 14: sette corporali (dar da mangiare agli affamati; dar da bere agli assetati; vestire gli ignudi; alloggiare i pellegrini; visitare gli infermi; visitare i carcerati; seppellire i morti) e sette spirituali (consigliare i dubbiosi; insegnare agli ignoranti; ammonire i peccatori; consolare gli afflitti; perdonare le offese; sopportare pazientemente le persone moleste; pregare Dio per i vivi e per i morti).
Quanto sarebbe bello se personalmente ne facessimo una al giorno per tutta la Quaresima.
Sia questo il nostro vero fioretto. È bello fare il digiuno in questo tempo, ma è più bello praticare la carità, perché senza la carità, il digiuno non giova a nulla. Allora un’opera di carità al giorno è il modo più bello per vivere la Quaresima e donare la Misericordia, dopo averla sperimentata.

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