Omelia Notte di Natale 2018

Omelia nella notte della
Solennità del Santo Natale 2018

«Oggi è nato per voi un salvatore, che è Cristo Signore». Carissimi figli e fratelli, è questo il grande annuncio che questa notte santa ci viene proclamato. Un bambino è nato per noi. Ma questo bambino cosa porta nella nostra vita?
Origene, Padre della Chiesa del terzo secolo, in una sua omelia affermava: «Che m’importa che questa nascita avvenga sempre, se non avviene in me?».
Oggi noi non festeggiamo il compleanno di Gesù, anche perché non sappiano di preciso il giorno in cui è nato.
Oggi celebriamo il Cristo che nasce nella vita di ciascuno e se non nasce in noi che importa di questa nascita?
Come ben sappiamo, anticamente il 25 dicembre si festeggiava il giorno del sol invictus, il giorno della vittoria del sole sulle tenebre.
Cristo è il vero Sole che viene a visitarci sorgendo dall’alto e venendo porta vita alla nostra vita.
Come il sole, sorgendo, porta benefici alla terra, molto di più Cristo, nascendo, porta benefici alla nostra esistenza.
Cristo è il vero Sole, che, sorgendo, porta benefici alla nostra mente, illuminandola con pensieri positivi.
Cristo è il vero Sole, che, spuntando, porta benefici al nostro cuore, riscaldandolo con il suo calore.
Cristo è il vero Sole, che, levandosi, porta benefici alla nostra vita, allietandola con la sua presenza.
Cristo nasce per illuminare le nostre menti con pensieri positivi.
Il rinnovamento e la trasformazione cominciano dalla mente, se la mente è oppressa da pensieri negativi non ci sarà mai una vera rinascita della nostra esistenza. Cristo viene per illuminare la nostra mente, facendoci riscoprire la nostra vera dignità. Cristo è nato per dirci chi siamo veramente. Dio si è fatto uomo per ricordare all’uomo di cosa è fatto: l’uomo è divino.
Il Signore oggi ripete a te che sei qui, quello che ascolteremo nella seconda lettura della Messa del giorno di Natale, tratta dalla lettera agli Ebrei: «Tu sei mio figlio, io ti ho generato; tu sarai per me figlio ed io sarò per te padre».
Ma ci pensi a questo? Ci credi che Dio si è fatto come te per dirti che tu sei chiamato a diventare come lui?
Tu che sei qui ci credi che sei prezioso per Dio nonostante le cosiddette zone d’ombra anche cioè se sei imperfetto e peccatore?
Tanti cristiani vivono come se Cristo non fosse mai nato, perché si disprezzano, non si amano.
A quanti si guardano dentro e provano spavento a causa delle miserie, oggi il Signore vuole illuminare le loro menti, facendoli vedere la grande meraviglia che sono; a quanti hanno la mente offuscata dalle ferite del passato e dalle esperienze negative, oggi il Signore sorge per dire loro che sono preziosi, al punto che si è fatto bambino per amore loro; a quanti non si amano perché appesantiti dai sensi di colpa, dai peccati degli anni passati, oggi il Signore ricorda loro che hanno valore nonostante gli errori.
Comincia a pensare positivo di te stesso: questo è l’inizio della speranza. Perché la speranza non è pensare che le cose andranno bene, ma credere che io posso affrontarle anche se andranno male.
Ma Cristo è anche il vero Sole che nasce per riscaldare i cuori, il tuo cuore, con il suo calore.
Quanti cuori freddi! Anche oggi nello scambiarci gli auguri, con quale cuore li facciamo? Abbiamo un cuore infiammato da Cristo oppure un cuore gelido, a causa di mancanza di fiducia, di delusioni, di frustrazioni?
Aspettiamo qualcuno che lo riscalda. Spesso pretendiamo che siano gli altri a darci un po’ di calore. Quanto è triste e frustrante elemosinare calore! Desideriamo essere amati, dimenticando che il nostro cuore è troppo grande per essere riscaldato da un calore umano; se questo calore non lo abbiamo dentro di noi, perché Cristo lo porta, non possiamo mai ottenerlo da nessuno. Cercando colore dagli altri in modo sbagliamo rischiamo di bruciarci. Solo Cristo può riscaldare il cuore, senza bruciarlo. Lui è il vero sole che riscalda il cuore e lo fa con il suo amore.
È l’esperienza dell’amore di Cristo la vera medicina alle malattie spirituali e a volte anche psicologiche.
Ma Cristo è anche il sole che nasce per allietare la vita.
In questa notte viene annunciata una grande gioia, che sarà di tutto il popolo; il Signore vuole moltiplicare la gioia, ci ricordava Isaia. Eppure c’è chi ci vuole togliere questa gioia, il maligno e lo fa rubandoci il presente.
Purtroppo si sta diffondendo un atteggiamento psicologico chiamato cherofobia, diventato addirittura il titolo di una canzone italiana.
Cherofobia è la paura della gioia, c’è la paura di essere felici per quello che può succedere domani. Pensando al domani non si gode delle piccole gioie del presente.
Tanti cristiani vivono come se Cristo non fosse mai venuto, pieni di paure, eppure Cristo viene come sole che allieta la vita. Abbiamo il coraggio di gioire, perché noi lo sappiamo la gioia è innanzitutto una scelta. Scegliamo di gioire del presente, anche se non abbiamo quello che vogliamo, gioiamo per le piccole cose che ci sono nella nostra vita.
Accogli Cristo è non ti fare rubare la gioia; è lui la fonte della gioia. Una gioia per tutti.
Il profeta Isaia invita a gioire alle «rovine di Gerusalemme», cioè quanti sono nel lutto, nel dolore, nella sofferenza, quanti pensano che sia impossibile, perché si sentono una rovina. «Gioire perché il Signore consola il suo popolo», continua il profeta. Per quanti siete afflitti il Signore oggi nasce per consolarvi, per sostenerti nel dolore che hai nel cuore e nella prova che stai affrontando.
Non cherofobia, ma cheromania, la mania della gioia.
Allora tornando ad Origene: «Che m’importa che questa nascita avvenga sempre, se non avviene in me?».
A me importa che Cristo sia nato.
La mia vita prima di incontrare Cristo era una notte buia, fredda e spaventosa. Ma da quando l’ho incontrato, quando è nato nella mia vita, è stato il vero Sole, che ha portato tanti benefici nella mia esistenza: ha illuminato la mia mente con pensieri positivi; ha riscaldato il mio cuore con il suo calore; ha allietato la mia vita con la sua presenza.
E questo il mio augurio per ciascuno di voi.