Omelia Pasqua – 2018

Omelia Pasqua 2018

«Christos Anesti! Alithos Anesti!».
Sì, «non abbiate paura, Gesù, il crocifisso, è risorto». Questo annuncio che risuona in questa santissima notte coinvolge tutta la nostra esistenza. Questo annuncio deve scuotere la nostra vita. Questo annuncio coinvolge il nostro corpo, che, come ben sappiamo, alla fine dei tempi, risorgerà come e grazie a Cristo. Questo annuncio coinvolge il nostro spirito, perché Cristo è morto e risorto per liberarci dai peccati, che uccidono il nostro spirito.
Questo annuncio coinvolge anche la nostra psiche, la nostra mente. Quanti cristiani morti psicologicamente ci sono; quanti cristiani curvati, che non riescono più a guardare in alto, quanti cristiani vivono come se Cristo non fosse risorto, quindi privi di speranza, di fiducia, schiacciati sotto il peso delle frustrazioni, dei complessi, delle paure, delle ansie.
Oggi abbiamo bisogno di risorgere dalle morte psichiche; liberarci dai blocchi psicologici.
S. Leone Magno ci esorta: «Appaiono i segni della futura risurrezione, e ciò che un giorno deve verificarsi nei corpi, si compia nei cuori». Si compia nel cuore e nella mente ciò che alla fine dei tempi si compirà nel corpo. Risorgi adesso; Cristo vuole associarti alla sua vittoria, ora, qui e subito. Risorgi questa notte nel cuore, nella mente.
Per risorgere a livello psicologico è necessario fare dei passaggi, che la liturgia di oggi ci propone.
Il primo passaggio è liberarsi del passato. S. Paolo ci ha ricordato che l’uomo vecchio è stato crocifisso con Cristo, siamo creature nuove, non possiamo piangerci addosso continuamente. Il Vangelo ci dice che il sabato è passato, un giorno nuovo nasce con la risurrezione di Cristo. Con la Pasqua di Cristo le cose vecchie sono passate, nascono cose nuove. Per risorgere psicologicamente bisogna oltrepassare ciò che siamo stati, essere in un al di là che è odoroso di presente e non puzzolente di passato. Bisogna avere il coraggio di dimenticare ciò che eravamo. La risurrezione non ammette legami di sangue con il passato. Bisogna fare memoria solo per vedere le opere di Dio e non per piangersi addosso.
Credere in Cristo risorto cambia prospettiva a tutto, anche al nostro passato. Credere in Cristo risorto vuol dire che anche il male subito o fatto nel passato ha un senso. Liberarsi del passato vuol dire avere il coraggio di guardarlo con tutte le sue dinamiche, e cantare «felice colpa», come abbiamo fatto nel solenne preconio pasquale, poco fa.
«Morte e vita si sono affrontate in un prodigioso duello, ma il Signore della vita era morto, ma ora vivo trionfa». Anche dentro di te, nella tua psiche si affrontano morte e vita, paure e gioie, angosce e certezze, ma la vita trionfa, la gioia trionfa, la speranza trionfa…devi crederci.
Da qui il secondo passaggio: decidersi di uscire dal proprio stato di vita. Il più delle volte la sofferenza non è causa nostra, perché vittime, ma il voler continuare a soffrire è causa nostra. Cristo ha subito la sofferenza, la morte, ma si è liberato dalla morte. Anche tu, sei hai subito sofferenza, umiliazione, liberati di questo passato, abbi il coraggio di dire basta. Accetta questa notte di far morire il male che c’è dentro di te, senza paura, accetta di dire basta alle morti che opprimono il tuo cuore, la tua psiche. Alza lo sguardo, guarda al Cristo risorto, risorgi con lui. Vivi il presente senza paura. Cristo risorto distrugge ogni tipo di morte. Spesse volte assomigliamo alle donne del Vangelo, pensiamo alla pietra della tomba da rotolare e non ci accorgiamo che la pietra è già stata rotolata, bisogna solo uscire dal sepolcro; nessuno può farti rimanere nel sepolcro, eccetto che te stesso.
Ecco il terzo passaggio: proiettarsi nel futuro. Nel Vangelo, Gesù dà un compito: Andate, dite, vi precede, lo vedrete. Ecco il futuro: andiamo avanti, cioè camminiamo, lui ci precede, noi lo vedremo. Il futuro non ci fa paura, perché Cristo ci segue, anzi ci precede, ci accompagna.
Facciamo Pasqua con Cristo, usciamo da questa Chiesa questa notte risorti, rinnovati. È possibile, basta volerlo.
Carissimi figli e fratelli, ancora una volta vi annuncio la gioia più grande: «Christos Anesti! Alithos Anesti!». Si ne siamo certi Cristo è risorto, è veramente risorto, e «con il Cristo risorto tutta la vita risorge»; non abbiate paura, con lui tutti possiamo risorgere perché lui «ci unisce alla sua vittoria».
Amen, alleluia.