Omelia per la festa della Santa Famiglia

Omelia Santa Famiglia

(Anno B)

Come ogni anno, la domenica dopo il Natale, celebriamo la Festa della Santa Famiglia di Nazareth. E quest’anno la liturgia pone l’accento sulla fede.
La 1a lettura, tratta dal libro della Genesi, ci presenta Abram, il padre della fede: «Egli credette al Signore», ci ricorda il testo. La 2a lettura fa elogio della stessa fede di Abramo, il quale obbedì al Signore, «partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava»; sempre per fede, Abramo, offrì a Dio Isacco, figlio della promessa e della garanzia di discendenza.
Perché la liturgia oggi insiste sulla fede?
Perché il fondamento della famiglia cristiana è la fede. È la fede, ancora più dell’amore, che ha la capacità di tenere unita la famiglia.
Nel nostro tempo si sente parlare di crisi della famiglia; c’è crisi nella famiglia perché c’è crisi di fede.
Se manca la fede, allora, domina il relativismo: Io la penso così e faccio così. Il matrimonio dura fino a quando lo dico io, perché non credo ad una verità eterna sul matrimonio.
Se manca la fede lo stesso amore diventa sentimentalismo: oggi c’è è domani scompare. Ma l’amore non è sentimento o peggio sentimentalismo; l’amore è un atto di volontà; una volontà che trova nella fede il fondamento.
Se manca la fede manca l’obbedienza. Abramo è nostro padre nella fede, perché obbedisce; infatti le due letture esaltando la sua fede, mettono l’accento sull’obbedienza.
Giuseppe e Maria presentano il bambino al tempio, perché, sottolinea l’evangelista Luca, «è scritto nella legge del Signore»; quindi obbediscono al Signore.
La fede è obbedienza a Dio, anche e soprattutto quando ci chiede cose che possono sembrare improponibili. Ad Abramo, per esempio, Dio chiede addirittura l’immolazione del figlio Isacco. Cose assurde!! Eppure Abramo obbedisce. Che grande fede!!
Fede è obbedire al Signore che dice che il marito e la moglie con il matrimonio formano una sola carne e che quindi il matrimonio è indissolubile, e nessuno potrà mai scioglierlo, se è stato celebrato con tutte le giuste condizioni canoniche; fede è obbedire al Signore che dice di amare, rispettare, sopportare e supportare il marito, la moglie, i figli.
Ma l’obbedienza non è qualcosa che riguarda solo il nostro rapporto con Dio, ma l’obbedienza concerne anche il nostro rapporto con gli altri.
Nella famiglia è importante l’obbedienza reciproca. Il marito deve obbedire alle esigenze della moglie, la moglie deve obbedire alle esigenze del marito, i genitori devono obbedire alle esigenze dei figli, i figli alle esigenze del marito. Se ci fosse più obbedienza reciproca la famiglia rimarrebbe sempre sana e forte.
Ma l’obbedienza è frutto della fede. Chi obbedisce a Dio ha la fede, chi non obbedisce non ha fede.
Chi non obbedisce a Dio, alla fine obbedirà alle mode che il mondo impone. A qualcuno bisogna sempre obbedire. È vero che si tende ad obbedire a chi ci fa più comodo!!
Perché obbedire a Dio che vuole la famiglia unita; meglio obbedire al mondo che dice se le cose non vanno dividetevi. Si tende ad obbedire a chi ci fa più comodo!!
Ma i cristiani se sono tali non possono non obbedire a Dio. Ma questo è questione di fede appunto!! Chi ha fede obbedisce.
Se manca la fede il sacrificio non ha più senso. Senza la capacità di sacrificio come una famiglia rimane unita!!
Sacrificio significa capacità di rinunce.
Abramo è capace del sacrificio perché è capace di rinunciare a suo figlio, per darlo al Signore; Maria e Giuseppe sacrificano il loro figlio e lo donano a Dio nel tempio; un sacrificio che si realizzerà pienamente sulla croce.
Essere capaci di sacrificio, di rinunce. Quanto è importante tutto questo.
Sembra che nella famiglia moderna più nessuno è capace di sacrificio, di rinunce. Ognuno non vuole rinunciare a niente a discapito degli altri. Il marito ha le sue esigenze e li deve soddisfare, la moglie lo stesso, i figli lo stesso, ma nessuno pensa agli altri, nessuno è capace più di rinunciare a qualcosa per amore degli altri. Ma il sacrificio è frutto della fede.
La fede mi dice che la sofferenza, il sacrificio hanno un valore supremo e dalla sofferenza Dio trae beni immensi. Ma senza la fede questo è impossibile capirlo.
Senza la fede il sacrificio è impossibile.
La fede è il termometro della salvezza di una famiglia. Se la fede di una famiglia è forte, la famiglia è forte. Se la fede di una famiglia è malata, la famiglia è malata; se la fede è fragile, la famiglia è fragile; se la fede non c’è, la famiglia non c’è; ci può essere un nucleo di persone che condivide la stessa casa, ma non la famiglia cristiana.
Chiediamo alla Santa Famiglia, in questa Eucaristia una fede grande, capace di obbedire a Dio e ai fratelli, e di sacrificarsi per amore.

È possibile scaricare l’Omelia in formato PDF

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