Omelia S. Giuseppe

Omelia S. Giuseppe

«Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore» (Mt 1, 24).
Giuseppe obbedisce alla volontà di Dio; Egli si comporta allo stesso ed identico modo di Maria. Come Lei aveva risposto al piano divino dicendo: «si faccia di me secondo la tua parola» (Lc 1, 38), così Giuseppe agiva in conformità a quanto gli era stato detto. Ciascuno dei due accettava la sua vocazione personale.
La più grande virtù di Giuseppe è stata l’obbedienza. Senza la sua obbedienza noi non avremmo avuto Gesù Cristo. Probabilmente Maria sarebbe stata lapidata, se Giuseppe non avesse accolto Maria nella sua casa, e non avesse accettato di fare da papà a Gesù. Se l’obbedienza di Maria ha permesso l’incarnazione del Figlio di Dio, l’obbedienza di Giuseppe ha permesso la nascita dello stesso Figlio di Dio.
Non si dà santità senza obbedienza, e S. Giuseppe è stato santo perché obbediente. La vocazione cristiana è una vocazione all’obbedienza, chi vuole essere veramente cristiano non può non obbedire. La grandezza di un uomo dipende dalla sua obbedienza; chi ubbidisce diventa grande.
L’obbedienza pronta e generosa di Giuseppe è un grande insegnamento per tutti noi. S. Giuseppe è il modello di ogni vero ed autentico educatore, di chi ha grandi responsabilità educative. E il primo passo per essere vero educatore è essere obbediente. Solo chi obbedisce può pretendere obbedienza, perché l’obbedienza è ciò che fa passare dall’autorità all’autorevolezza. E gli educatori devono essere autorevoli, non autoritari. Solo se obbediremo, obbedienza a Dio, alle leggi della Chiesa e dello Stato, moralmente lecite, alle regole civili, saremo autorevoli e solo se saremo autorevoli saremo credibili. Un Padre del deserto diceva che è pericoloso che educhi chi non è passato per l’esperienza.
Questo vale per tutti gli educatori, incominciando dai papà. A voi mi premetto umilmente dire: siate autorevoli non autoritari, cioè obbedite a Dio ed avrete quella autorevolezza che vi fa diventare credibili; solo allora la vostra testimonianza diventerà vera.
Un famoso pedagogista diceva che i bambini ci osservano; ci osservano non ci ascoltano. Sì l’educazione è testimonianza, non imposizione. Ecco perché mai dire fate, ma facciamo e il primo a farlo solo io.
Carissimi papà, siate grandi obbedendo alla volontà di Dio; siate grandi nell’insegnare ai vostri figli a rispettare Dio e la sua legge, iniziando voi a rispettare Dio e la sua legge, come fece S. Giuseppe con Gesù. Di Gesù si diceva che era uno che insegnava con autorità, cioè era autorevole, metteva in pratica quello che diceva. Questo forse perché ha imparato questa autorevolezza dal papà Giuseppe; questi gli ha insegnato che per essere veri educatori bisogna prima compromettersi, bisogna obbedire. Obbedire a Dio è diventare grandi, obbedire a Dio è diventare autorevoli, obbedire a Dio e diventare credibili.
Il grande S. Giuseppe custodisca tutti noi educatori, perché impariamo ad educare obbedendo a Dio, alla sua legge per primi e diventare così credibili.


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