Omelia S. Nicola – 6 dicembre 2019

Omelia Festa S. Nicola
(06.12.2019)

Celebriamo la solennità liturgica del nostro Santo Patrono e Protettore in quest’anno di grazia. Un anno da vivere profondamente e spiritualmente.
San Nicola oggi ci dona i suoi sacchetti, dove troviamo i modi per vivere quest’anno giubilare.
Nel primo sacchetto troviamo scritto: pellegrinaggio.
Anticamente si percorrevano grandi tratti di strada per godere dell’indulgenza. Il pellegrinaggio serviva per riflettere sulla propria vita, per fare un lungo ed intenso esame di coscienza, il pellegrinaggio serviva per entrare in piena comunione con Dio nel silenzio e nella preghiera.
In quest’anno siamo invitati a percorrere un pellegrinaggio interiore, entrare dentro noi stessi, perché per andare lontani bisogna entrare dentro se stessi. Ogni qualvolta usciamo da casa per venire qui in chiesa ed attraversare la Porta Santa, facciamolo con lo spirito del pellegrinaggio, pregando e riflettendo sulla nostra vita.
Nel secondo sacchetto troviamo scritto: penitenza.
Per ricevere l’indulgenza giubilare è necessario un atteggiamento di penitenza, ossia di un effettivo distacco da ogni peccato, anche veniale, per iniziare una vita nuova. L’indulgenza giubilare non è un rito magico né automatico, ma dipende dalle intenzioni personali e dal desiderio di vera conversione. Ecco perché la celebrazione del sacramento della Penitenza o Confessione, è importante in questo tempo; un sacramento da vivere con il cuore sinceramente distaccato da qualsiasi peccato. Solo se c’è vera penitenza, si può ottenere vero perdono. Una penitenza che non si vive da soli; noi non ci perdoniamo da soli. Non siamo cristiani fai da sé. Il perdono ci viene concesso grazie alla mediazione della Chiesa. Siamo figli che apparteniamo ad una grande famiglia, la Chiesa; ed è attraverso questa famiglia che ci viene donato il perdono. Proprio perché siamo comunione, l’indulgenza giubilare serve oltre che per noi, anche per i fedeli defunti che hanno bisogno del perdono, a modo di suffragio.
Nel secondo sacchetto troviamo scritto: Eucarestia.
La partecipazione alla Eucarestia con la comunione sacramentale, serve a sottolineare la dimensione ecclesiale dell’indulgenza. L’Eucarestia ci unisce a tutta la Chiesa sparsa nel mondo; è l’Eucarestia che fa la Chiesa e nella Eucarestia preghiamo secondo le intenzioni del Santo Padre, come testimonianza di questa piena comunione. Una Eucarestia che si apre anche alle opere di carità.
Riceviamo in questa nostra solennità, dalle mani del nostro Patrono questi sacchetti, che ci ricordino come vivere quest’anno giubilare: pellegrinaggio interiore, penitenza sincera, Eucarestia operosa.

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