Omelia V Domenica di Quaresima Anno C 2016

Omelia Quinta Domenica di Quaresima Anno C

Siamo arrivati all’ultima tappa del nostro cammino e quindi all’ultimo verbo. Il Signore oggi ci vuole educare alla misericordia. Come ci educa? Nel commovente brano del Vangelo che abbiamo ascoltato troviamo il come Gesù ci educa. Gesù, davanti agli scribi e farisei che vogliono che lui sia giusto nel condannare l’adultera, risponde con la misericordia; supera la giustizia con la misericordia. Per giustizia la donna deve morire, perché così prevede la legge. Ma Gesù educa a usare la misericordia, superando la giustizia. E come fa? Attraverso tre passaggi.
Cercare il bene della persona. Per la donna morire è un bene o un male? Non c’è dubbio che è un male; Gesù vuole il bene; Egli ci educa alla misericordia facendoci capire che dobbiamo sempre cercare il modo per aiutare chi sbaglia e non condannare senza appello. La donna deve morire, ma se muore non avrà modo di cambiare vita. Ecco la misericordia, dare sempre una possibilità per cambiare vita.
Gesù ci educa alla misericordia anche attraverso un altro passaggio. Agli scribi e farisei dice: Chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra. Cioè educa alla misericordia facendoci capire che tutti sbagliamo. Tutti siamo peccatori, tutti siamo fragili. È vero qualcuno potrebbe dire ma io certi peccati non li faccio. Ma questo non è un motivo per vantarsi e condannare gli altri. Questo deve condurre a benedire il Signore. Come direbbe S. Teresa di Gesù Bambino, se certi peccati non li facciamo, non è perché siamo bravi, ma perché è Gesù che ci ha preservati prima di commetterli, impedendoci di cadere; senza di lui, invece di essere piccoli angeli, diventeremmo dei piccoli demoni. Senza Gesù Cristo noi saremmo caduti più in basso della donna adultera. S. Agostino attribuiva alla grazia e alla misericordia di Dio non solo il perdono dei peccati commessi, ma anche tutto il male che non aveva commesso.
Quindi educhiamoci alla misericordia, guardando i nostri peccati, e non quelli degli altri. Solo un grande penitente, può essere un grande misericordioso. Più guardiamo noi stessi, i nostri peccati, più saremo misericordiosi verso gli altri.
Il terzo passaggio, quindi, è il perdono. Alla donna che non viene lapidata, perché nessuno poteva lanciare la prima pietra, in quanto tutti peccatori, Gesù dà il perdono. Educhiamoci alla misericordia, perdonando gli errori degli altri. Facciamo un atto di perdono; è il modo più bello per vivere la Pasqua ormai imminente. Perdoniamo, come Dio perdona noi, non condanniamo le azioni degli altri, come Dio non condanna noi; pensiamo che noi non siamo migliori di nessuno. Perdonare è il modo più concreto per ringraziare Dio per averci liberato da certi peccati.
Educhiamoci alla misericordia allora, cercando il bene di chi ha sbagliato, guardando i nostri peccati e perdonando le offese ricevute.

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