Omelia Venerdì Santo 2016

Omelia Venerdì Santo 2016

Gesù è appena morto è un fiume di misericordia scaturisce per noi. Questa è l’ora della misericordia.
È l’ora in cui Dio Padre fa grazia al mondo intero; e la misericordia vince sulla giustizia.
È l’ora in cui lo Spirito Santo viene effuso su di noi come sorgente di consolazione.
È l’ora in cui dal cuore squarciato di Cristo escono sangue ed acqua, simbolo dei sacramenti della Chiesa, un fiume di splendide ricchezze (S. Giovanni Crisostomo).
Siamo invitati a tuffarci in questo fiume di misericordia.
Cosa fare per farci avvolgere dalla misericordia di Dio in quest’ora solenne della morte di Cristo?
Per farci avvolgere dalla misericordia facciamo nostri gli atteggiamenti di Maria, la Madre, che oggi accanto alla croce del Figlio ricorda il giorno il cui questo Figlio gli è stato annunciato. Annunciazione e Venerdì santo, per una rarissima e felicissima coincidenza, quest’anno coincidono.
Annunciazione e Venerdì santo due giorni che si richiamano a vicenda. Cristo si è incarnato, si è fatto uomo per salvarci, e il solo modo per salvarci è morire sulla croce; morendo ha distrutto la morte e ha lavato i nostri peccati con il suo sangue.
Viviamo allora gli atteggiamenti di Maria per farci avvolgere dalla misericordia; e quali sono questi atteggiamenti?
La lettera agli Ebrei che abbiamo ascoltato nella 2a lettura ci offre tre atteggiamenti, che ha vissuto Maria.
Il primo atteggiamento è mantenere ferma la professione della fede, cioè perseverare. Per sperimentare la misericordia bisogna perseverare, resistere; anche e soprattutto quando non si comprende tutto. Maria persevera. Quel Figlio che secondo le parole dell’angelo doveva regnare per sempre, il cui regno non avrebbe avuto mai fine, muore miseramente sopra una croce. Eppure, nonostante non capisce, Maria si fida; rimane presso la croce, mantiene ferma la sua fede. Abbiamo bisogno di perseverare per sperimentare la misericordia.
Il secondo atteggiamento è accostarsi con piena fiducia al trono della grazia. Il trono della grazia è la croce. Gesù dalla croce dona grazia su grazia. Per ricevere misericordia bisogna guardare la croce. Dalla croce la misericordia scorre copiosa e gratuita, e trasforma l’ora della passione e del dolore nell’ora della misericordia. Accostiamoci allora alla croce, stiamo presso la croce, come Maria. Lei si accosta alla croce, perché dalla croce pende il suo Figlio, che lei ha generato dallo Spirito Santo ed è il Figlio dell’Altissimo. Anche noi accostiamoci alla croce e riconosciamo Dio. Non ribelliamoci alla croce, ribellarsi alla croce non ci porta misericordia, ma disperazione. Solo accogliendo la croce, si sperimenta la misericordia; perché dalla croce pende il Dio Ricco di misericordia.
Il terzo atteggiamento è l’obbedienza alla voce di Cristo; chi obbedisce sperimenta la salvezza eterna. Obbedienza non vuol dire perdere la libertà, ma vuol dire affidarsi a Dio, perché lui compia la sua opera; come Maria; lei che aveva obbedito al Signore per mezzo dell’angelo, ora sta presso la croce, e continua ad obbedire in modo silenzioso; si abbandona e si fa condurre da Dio, perché si fida.
Sì, questa è l’ora in cui le viscere della misericordia si sono aperte su di noi; accogliamo questa misericordia, vivendo come Maria: perseverando nella fede, accostandoci alla croce, obbedendo a Cristo, e ripetiamo l’invocazione che Dio Padre ci ha suggerito, attraverso Suor Faustina; invocazione che è un semplice atto di abbandono a Gesù, che squarcia le nubi più dense e fa passare un raggio di luce nella vita di ciascuno: «O Sangue e Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in Te».

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