Pellegrinaggio mariano parrocchiale – Ficarra-Montalbano 2018

Pellegrinaggio Parrocchiale 7 Aprile 2018

Spesso si pensa che per vedere dei posti bellissimi, ricchi di storia, cultura, arte e tradizioni bisogna recarsi chissà dove, mentre poi capita di spostarsi di poco e scoprire, con grande meraviglia che località stupende abbiamo appena fuori porta. Questa è la sorprendente constatazione di quanti abbiamo partecipato al Pellegrinaggio Mariano organizzato dalla parrocchia. Le mete, due piccoli centri dei Nebrodi e i loro rispettivi Santuari dedicati alla Madonna. È sabato 7 aprile, in una soleggiata e bellissima giornata primaverile, con un cielo azzurro, partiamo da Ganzirri alle 7.40 e dopo il primo momento del viaggio dedicato alla preghiera e alla recita delle Lodi mattutine, Padre Antonello da alcune delucidazioni sui luoghi che ci accingiamo a visitare. Sono le 9 ed eccoci arrivati nella prima località: Ficarra dove ad attenderci troviamo due operatrici turistiche che guideranno la nostra visita nel loro abitato del quale ci danno subito dei cenni storici e geografici. Il territorio è suddiviso su tre colline: della “Fortezza carceraria”, del “Convento” e della “Chiesa Madre”. Incominciamo a perlustrare le varie zone seguendo dei percorsi suggeriti dalle nostre accompagnatrici che per prima ci fanno visitare una piccola Chiesetta che in passato apparteneva ad un convento ad essa adiacente ma che purtroppo non esiste più e la struttura completamente restaurata ora ospita una scuola. Continuando ad addentrarci nel paese entriamo nel piccolo museo “Casa del baco” a testimonianza dell’antica, sapiente e fiorente tradizione praticata in passato dagli abitanti di Ficarra ma ormai abbandonata, e dove ci è stato illustrato nei dettagli i vari passaggi dall’allevamento del baco alla produzione della seta. Facendo solo qualche piccolo passo ci siamo ritrovati nel Museo “Villaggio delle Marionette”, e qui i nostri sguardi si perdevano tra le innumerevoli marionette e le tante coloratissime e vivaci ambientazioni che riproducevano varie favole con i loro personaggi. Attraverso un ripido sentiero giungiamo alla 1a Collina sito della “Fortezza carceraria” che ospita il “Museo dei giochi e del giocattolo medioevale” dedicato interamente al mondo ludico, primo nel suo genere in Italia. Il nostro giro prosegue dirigendoci alla 2a Collina ossia della “Chiesa Madre”, punto focale del nostro pellegrinaggio in questo luogo. Si tratta di un Santuario dedicato alla “Madonna SS. Annunziata”, ad accoglierci è il parroco P. Giuseppe Cavallaro che nel dare il benvenuto ci racconta la storia di suggestiva tradizione popolare della statua della Vergine e come inizialmente fosse stata destinata alla Cattedrale di Siracusa, ma salpata dal porto di Palermo, mentre veniva trasportata via mare ci fu una tempesta che obbligò i marinai a fermarsi lungo la rotta per mettersi in salvo e il posto più vicino fu essere la spiaggia di Brolo. Placatasi la tempesta, però per vari e strani impedimenti, non riuscirono più a salpare e gli abitanti delle zone circostanti interpretarono ciò come un segno della Madonna di voler rimanere in quei luoghi, allora l’equipaggio pur di riprendere la navigazione, abbandonò il simulacro che venne conteso dalle parrocchie dei paesi circostanti che però non riuscirono a trasportarla sennonché alcuni abitanti di Ficarra che casualmente si trovavano a Brolo, dunque la destinazione finale della statua fu ove si trova ubicata ad oggi. Questo simulacro rappresenta la Vergine Maria che tiene un libro di preghiere nella mano sinistra, la mano destra sul petto ed è protratta in avanti con un ginocchio un po piegato perché in procinto di alzarsi da una posizione genuflessa dopo la visita dell’Arcangelo Gabriele, da qui il nome “Annunziata” perché aveva appena ricevuto l’Annunciazione. Ad essa si attribuiscono degli eventi miracolosi quale aver sudato più volte sangue che venne raccolto in un’ampolla che veniva portata in processione, ma purtroppo nel 1978 fu commesso un sacrilegio nel quale venne trafugato il reliquiario contenente le gocce del prezioso liquido. Qui Padre Antonello ha concelebrato la S Messa assieme a Padre Cavallaro, assistito dal nostro diacono Bartolo; prima della benedizione finale abbiamo vissuto un momento di Adorazione Eucaristica nella quale sono state presentate a Gesù Eucarestia, per le mani di Maria, tutte le persone che si sono raccomandate alle nostre preghiere e l’intera comunità parrocchiale di Ganzirri. È giunta l’ora di desinare e per farlo veniamo ospitati nel grande salone del teatro dell’oratorio di questa parrocchia in cui era stata allestita per l’occasione una grande tavolata che nell’arco di poco si è riempita di una gran quantità di cibi vari che ognuno di noi aveva preparato e sfoderava dalle proprie sporte per metterli in comune. Non mancava proprio nulla, dai salumi, a varie teglie di pasta, diversi tipi di secondi, torte salate, panini, frutta, dolci, caffè e persino qualche liquore di quelli che tradizionalmente si fanno in casa, il tutto consumato nello spirito e nella gioia della condivisione. Appena terminata la nostra pausa pranzo ecco che le nostre guide ci invitano a completare il giro visitando la 3a ed ultima Collina ove prima sorgeva un Convento di Frati Francescani e del quale rimangono pochissimi resti, come le mura perimetrali, il portale, l’abside e l’unico arco superstite della chiesa del convento. È arrivato il momento di congedarci da Ficarra e dalle nostre Rosetta e Tiziana che abbiamo ringraziato per il tempo dedicatoci e la professionalità con la quale ci hanno fatto percorrere la storia, gli usi e i costumi del loro paese. Sono le 16.30 quando giungiamo alla 2a tappa principale del nostro pellegrinaggio: il “Santuario della Madonna della Provvidenza” a Montalbano Elicona. Posta all’inizio, nella piazza più grande e principale del paese, eccoci davanti alla Chiesa sul cui sagrato ad attenderci troviamo Mons. Benedetto Rotella, un prelato ultra ottantenne vivace e dinamico, il quale dopo aver riceve calorosamente il nostro gruppo, inizia a raccontare nei minimi dettagli, la storia della statua Mariana e della chiesa che la ospita, spiegando come e perché essa sia intitolato alla “Madonna della Provvidenza” molto venerata dai fedeli del luogo, anche per alcuni prodigi avvenuti nei secoli scorsi che Le sono stati conferiti. Alla luce di quei fatti miracolosi questa Madonna fu proclamata Santa Patrona e Protettrice del paese, la chiesa fu elevata a Santuario e la statua lignea di Maria con in braccio Gesù Bambino che sorregge il globo con la mano sinistra mentre con la destra benedice, è divenuta meta di numerosi pellegrinaggi per rendere omaggio alla Vergine miracolosa e nel contempo chiedere grazie e benedizioni. Terminato il suo racconto Mons. Rotella lascia la parola a Padre Antonello che insieme a Bartolo guideranno la recita del Santo Rosario alla fine del quale, usciti dal Santuario, ci avventuriamo per le vie di questo meraviglioso e splendido borgo ritenuto tra i più belli d’ Italia tanto da essere stato proclamato nel 2015 il “Borgo dei Borghi”. Una delle sue caratteristiche è l’antico Castello Svevo Aragonese con grandi sale in alcune delle quali sono custodite antiche armature, numerosi armi come spade, alabarde, balestre e qualche macchina da guerra tipica del medioevo. Ci avviamo ora verso il duomo e quando vi entriamo uno spettacolo meraviglioso si apre ai nostri occhi e man mano che le luci venivano accese aumentava il nostro stupore nell’ammirare questo tempio, già bello e ricco di per se, ma che in occasione del periodo pasquale in cui ci trovavamo, era ancor più arricchito da alcuni elementi quali drappi di velluto rosso, una grande pedana rivestita di moquette anch’essa rigorosamente di color rosso, era messa a prolungamento della zona di calpestio dell’altare centrale e piena di tanti vasi di fiori e dei tipici “sepolcri” e tanti candelabri che accesi, creavano una bellissima atmosfera tra il colore dei fiori e l’intensa luce che emanavano. Sulla parete dietro l’altare vi sovrastavano un’ immagine e subito sopra una statua di Gesù Risorto, quest’ultima posta su di una impalcatura molto scenografica, un vero colpo d’ occhio. È stato poi sorprendente scoprire come questa chiesa che in realtà è una Basilica minore sia intitolata oltre che a “S. Maria Assunta” anche a “San Nicolò Vescovo”.

Dopo aver espresso gratitudine per l’amabile disponibilità, abbiamo salutato l’anziano parroco per risalire sul pullman e intraprendere il viaggio di ritorno durante il quale abbiamo pregato con i Primi vespri e ringraziato GESÙ e MARIA per la splendida giornata trascorsa, e tra il buon odore di pane caldo e altri prodotti tipici che molti di noi avevano acquistato a Montalbano, si sono intonati canti gioiosi fino all’arrivo a Ganzirri. Eravamo tutti felicemente soddisfatti per la meravigliosa esperienza vissuta in perfetta armonia e letizia nell’alternanza dei momenti spirituali, culturali e di giocosità.

Come non ringraziare il nostro Parroco Padre Antonello per averci permesso di vivere quest’altro meraviglioso pellegrinaggio ed averci portato alla scoperta di questi luoghi incantevoli sotto la sua guida spirituale, un grazie anche al nostro caro diacono Bartolo per la sua graditissima presenza.


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