Ritiro Parrocchiale di inizio anno Pastorale 2019-2020

Ripartiamo con rinnovato entusiasmo ed energia
per vivere l’anno Giubilare!

Ritiro Parrocchiale di inizio anno Pastorale 2019-20

L’anno pastorale, ricco come sempre di iniziative e appuntamenti, quest’anno è anche foriero di un grande dono per tutta la comunità e non solo.
La nostra Parrocchia compie 200 anni ed il Parroco ha chiesto e ottenuto la concessione di un Anno Giubilare, che durerà dal 27.11.2019 al 09.08.2020, in attesa di proroga fino al 06.12.2020.
L’Anno Giubilare è un Anno di Grazia, un dono concessoci dal Signore per sostenere il nostro cammino di crescita spirituale o anche per invitarci a fare la scelta più saggia e gioiosa della nostra vita: intraprendere un cammino che ci porterà a Lui con responsabilità ed impegno.
Ma qual è il vero significato di Anno Giubilare?
Giubileo è una parabola che deriva da “Yobel”, che in ebraico ha tre significati che si richiamano tra di loro: Jobel (ariete), Jobil (richiamo) e Jobal (remissione). Nel libro del Levitico (Lv 25,10-14) il popolo ebraico viene invitato a far suonare il corno (Jobel) ogni quarantanove anni per richiamare (Jobil) la gente di tutto il paese, dichiarando santo il cinquantesimo anno e proclamando la remissione (Jobal) di tutti gli abitanti. Quindi il cinquantesimo anno (il giubileo appunto) era un anno speciale, un sabato lungo un anno.
Il Giubileo portava con sé, quindi, la liberazione generale. La legge stabiliva che nell’anno giubilare non si lavorasse nei campi, che tutte le case acquistate dopo l’ultimo Giubileo tornassero senza indennizzo al primo proprietario e che gli schiavi fossero liberati.
Ma solo Gesù Cristo incarna pienamente il significato di Anno Giubilare in quanto è Lui che viene a liberare l’uomo dalla vera schiavitù, quella del peccato, con cui il maligno ci rende suoi. Ecco perché il Giubileo è un tempo di grazia e di misericordia che si è aperto con la sua morte in croce e che non avrà mai fine. Tutta l’attività di Gesù è presentata alla luce dell’Anno di Grazia; è in lui che ai prigionieri viene annunziata la “remissione dei peccati”; in lui avviene la vera guarigione dal male e dal peccato; in lui la speranza e la vita.
Grazie a Cristo, unto dallo Spirito Santo, noi poveri e miseri abbiamo ricevuto la buona notizia: che lui ci ama e ci perdona; un perdono dimostrato con la sua morte in croce; grazie a Cristo, unto dallo Spirito Santo, noi prigionieri del male, abbiamo la certezza di essere liberati, perché Cristo è venuto a distruggere l’opera di satana; grazie a Cristo, unto dallo Spirito Santo, noi ciechi per la nostra poca fede, abbiamo la certezza di essere illuminati da lui.
Se con Cristo il grande Giubileo si è aperto definitivamente, se si accetta Cristo si vive in un eterno e continuo Giubileo, è vero che ci sono nella Chiesa degli anni speciali che ci aiutano a ricordarci questo. Ecco perché il Giubileo nella tradizione cattolica è un grande evento religioso. È l’anno della remissione dei peccati e delle pene per i peccati; è l’anno della riconciliazione tra i contendenti, della conversione e della penitenza sacramentale e, di conseguenza, della solidarietà, della speranza, della giustizia, dell’impegno al servizio di Dio nella gioia e nella pace con i fratelli.
Segno spirituale forte del Giubileo è l’Indulgenza.
Come dice la parola stessa, l’indulgenza significa l’Amore indulgente, cioè misericordioso, di Dio nei confronti dell’uomo peccatore. Come ben spiega il CCC, «L’indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati già rimessi quanto alla colpa, remissione che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa, la quale, come ministra della redenzione, autoritativamente dispensa e applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei santi» (1471).
Per comprendere bene l’indulgenza bisogna distinguere fra colpa e pena. La colpa è il peccato in sé, che viene cancellato con il sacramento della riconciliazione; la pena è la conseguenza del peccato. Ogni peccato provoca delle conseguenze; la colpa viene cancellata, ma la pena rimane. L’indulgenza giubilare è detta plenaria perché è una grazia straordinaria che guarisce completamente l’uomo, facendone una nuova creatura.
Come direbbe il Card. Mauro Piacenza, il capo della Penitenzeria Apostolica, cioè il massimo esperto di indulgenze, l’indulgenza è il “condono” del tempo da trascorrere in purgatorio, prima di raggiungere la visione di Dio in paradiso”.
Questo avviene con la mediazione della Chiesa. I meriti di Gesù, della Vergine Maria, dei santi, costituiscono un tesoro grandissimo di grazia, che la Chiesa, per mandato di Gesù, può dispensare nei modi che ritiene più convenienti, allo scopo di promuovere la conversione degli uomini. Con l’indulgenza noi beneficiamo di questo tesoro e siamo chiamati a mettere a frutto, nella santità della vita, quello che riceviamo. L’indulgenza ci ricorda che Dio è pronto, come ci testimonia il Vangelo, a condonare tutto e subito, quando decidiamo di aprire il nostro cuore a Lui (cfr Mt 18, 21-35).
Anticamente per ricevere l’indulgenza bisognava raggiungere solo quattro mete (Roma, Gerusalemme, S. Michele sul Gargano e Santiago in Spagna), quindi il popolo di Dio era obbligato a lunghi pellegrinaggi; successivamente la Chiesa ha concesso anni particolare per vivere l’Indulgenza, iniziando dal primo Giubileo grande cristiano ordinario, indetto nel 1300 da Papa Bonifacio VIII.
P. Antonello ci ricorda che per ricevere l’indulgenza giubilare è necessario un atteggiamento di effettivo distacco da ogni peccato, anche veniale, per iniziare una vita nuova. Perché questa non è un rito magico né automatico, ma dipende dalle intenzioni personali e dal desiderio di vera conversione.
A questo atteggiamento si uniscono alcune condizioni:

  1. La celebrazione del sacramento della Penitenza, da vivere con il cuore sinceramente distaccato da qualsiasi peccato;
  2. La partecipazione all’Eucarestia con la comunione sacramentale, per sottolineare la dimensione ecclesiale dell’indulgenza;
  3. La preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre, come testimonianza di comunione con tutta la Chiesa;
  4. Il pellegrinaggio verso il luogo prescelto, in questo caso la nostra chiesa parrocchiale;
  5. A quanti ne sono impossibilitati, per malattia o anzianità, sarà di grande aiuto vivere la malattia e la sofferenza come esperienza di vicinanza al Signore;
  6. Compiere un’opera di misericordia corporale e spirituale: “Ogni volta che un fedele vivrà una o più di queste opere in prima persona otterrà certamente l’indulgenza giubilare”.

Il nostro Parroco, ci ha invitati a vivere l’Anno Giubilare con i consigli che il Vescovo ci offre per quest’anno pastorale: «Tutti chiamati alla testimonianza cristiana».
L’immagine biblica proposta è il profumo che la donna peccatrice versa sui piedi di Gesù; episodio presente in tutti i vangeli.
Il profumo ha segnato l’inizio della nostra nuova esistenza. In quest’anno giubilare siamo chiamati a rivitalizzarlo; siamo chiamati a rompere il vaso, spezzare la nostra vita per farne dono, mettersi in gioco, osare con fiducia nel Signore.
Quest’anno siamo chiamati a emanare ancora di più il profumo:

  1. Profumo di comunione, contro ogni divisione.
  2. Profumo di carità, educandoci ad ascoltare di più il territorio e divenire punto di riferimento e non portico invalicabile.
  3. Profumo dell’annuncio evangelico, raccontando a tutti il nostro incontro vivo con Cristo vivo.
  4. Profumo della preghiera, che sale a Dio, attraverso mani pure, contro il lezzo di falso ed ipocrita ritualismo.
  5. Profumo dell’accoglienza contro ogni chiusura.
  6. Profumo di cuori innamorati di Gesù Cristo.

La comunità, sapientemente guidata dal nostro Parroco, si appresta quindi ad iniziare e vivere quest’Anno Santo, emanando il profumo dell’olio con cui siamo stati unti.
Il Giubileo verrà aperto ufficialmente il 27 Novembre, inizio della novena di S. Nicola, nostro Patrono, dal nostro Arcivescovo Mons. G. Accolla.
Numerosi saranno poi i momenti giubilari offerti, perché tutti possiamo essere raggiunti dalla Grazia del Signore.
Il calendario delle iniziative sarà reso via via noto nel programma mensile delle attività.
Il nostro parroco, P. Antonello ha chiesto allo Spirito, che questo Anno Santo sia per la nostra parrocchia una vera e propria grazia, per sperimentare ancora una volta quanto Dio ci ama e per annunciare a tutti quanti sono amati da Dio.
Sia un Anno giubilare da vivere all’interno, ma soprattutto all’esterno.

Mirella Pizzurro

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