Saluto del Parroco a Mons. Accolla 06.12.17.

Saluto del Parroco all’Acivescovo Mons. Accolla

«Gaudet Mater Ecclesia». Sì, Padre Vescovo Giovanni carissimo, gioisce questa porzione di Chiesa, qui riunita. Gioisce per la festa del nostro Patrono, gioisce per questa sua presenza in mezzo, che come pastore della nostra Chiesa viene a visitarci per la prima volta, ecco mi sembra strano darle il benvenuto, perché questa è la sua casa; gioisce anche perché siamo ormai prossimi al primo anniversario della sua ordinazione episcopale, che ricorrerà proprio domani. E nome di questa comunità e mio personale, mi permetto porgerle gli auguri più fervidi e calorosi. Per noi è un onore essere tra i primi a stringersi a Lei, nel dare grazie a Dio per il dono del suo episcopato.
La saluto con intensa cordialità, e lo voglio fare utilizzando tre parole, come uso fare sovente.
La prima parola è Ringraziamento. Desiderio ringraziare Dio per il dono della sua presenza in mezzo a noi, nel benedire il Signore, dico grazie a Lei, carissimo Padre.
Le dico un grazie semplice, ma profondo. Le dico grazie come figlio e come padre.
Come figlio, la ringrazio per le tante manifestazioni di affetto, di vicinanza e di immensa stima, che mi ha manifestato in questi mesi. Grazie, perché mi ha dato grande fiducia, sia facendomi continuare a svolgere il mio delicato servizio a favore di tante fratelli e sorelle, di cui lei sa, sia soprattutto nell’avermi affidato il carissimo e dolcissimo Diacono Bartolo, che, per me, come per la comunità tutta, è un dono prezioso, insieme ai seminaristi, il diacono Enrico e Fabio.
Come padre di questa meravigliosa comunità, la ringrazio per aver accolto il mio pressante invito a presiedere questa Eucaristia, nel giorno altamente significativo per la nostra parrocchia, solenne festa liturgica del Patrono, S. Nicola.
La seconda parola con cui vorrei accoglierla è: comunione. La sua presenza in mezzo a noi è la garanzia che siamo in piena comunione con la Chiesa tutta, Chiesa che vive in questo nostro territorio diocesano. I Padri della Chiesa, cominciando da S. Ignazio di Antiochia, affermano che «Ubi episcopus, ibi ecclesia». Sì, amato Padre, Lei ci garantisce che noi stiamo in comunione con tutta la Chiesa e questo per noi è fondamentale. La sua presenza in mezzo a noi non solo è garanzia di comunione, ma ci fa sentire sempre più forte l’anelito alla comunione con tutti e tra di noi.
La terza parola con cui voglio salutarla è: preghiera. Lei carissimo Padre, come nostro Vescovo ha il compito non solo di guidarci, ma anche di pregare per noi, e io le affido questa comunità, che è meravigliosa. È una piccola porzione del popolo che Dio ha affidato alle sue cure pastorali. Allora preghi per questa comunità. Essa è veramente ricca di doni, di carismi, di tanta grazia. È una comunità dinamica e gioiosa come i bambini, che ho voluto che l’accogliessero.
Questa comunità in questi anni mi ha dato tanto, mi ha fatto tanto crescere. L’unico difetto di questa comunità, come sovente dico e ne sono convinto, è il suo parroco, che è un povero peccatore, che dovrebbe amarla di più, ma fa quello che può. Glielo affido e la invito a pregare per tutti noi, come noi faremo per lei, perché il Signore le dia la sapienza che ha dato a S. Nicola, e possa guidarci a Cristo con santità, sapienza e carità.
Ringraziamento, comunione e preghiera sono i pilastri di ogni Celebrazione Eucaristica, quindi anche di questa, che abbiamo appena iniziato e che insieme viviamo nella gioia. Ci benedica ora e sempre, carissimo Padre Vescovo Giovanni.

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