Saluto per l’inizio del Giubileo – 27 novembre 2019

Saluto per l’inizio dell’anno giubilare
(27.11.2019)

Dopo aver elevato la gloria, l’onore e la potenza a Dio Padre, Figlio E Spirito Santo, a cui va ogni merito e ogni lode, permettetemi di iniziare con una battuta.
Il poeta Terenzio affermava che “Senectus ipsa est morbus”. Ma bene rispondeva Cicerone, il quale invece diceva: “lode a quella vecchiaia salda sui fondamenti posti nella giovinezza”.
Al di là della battuta, nonostante questa comunità festeggia il suo duecentesimo genetliaco non è affatto né vecchia né malata, anzi è più giovane che mai e più sana che mai, perché è salda sui fondamenti posti nella giovinezza dello Spirito, che Cristo dona continuamente.
Proprio Papa Francesco nella Cristus vivit, lettera scritta ai giovani, proprio quest’anno, afferma che «Cristo è la più bella giovinezza di questo mondo. Tutto ciò che lui tocca diventa giovane, diventa nuovo, si riempie di vita».
Sì, questa comunità è toccata da Cristo, dal suo Spirito, ecco perché è giovane ed è piena di vita, nonostante duecento anni di storia.
Amato e Carissimo Padre – Vescovo Giovanni, dopo questa premessa, mi permetta di salutarla con profonda stima ed affetto per la sua presenza amorevole, attenta e premurosa. Dal profondo del cuore grazie, per aver presieduta questa solenne eucarestia, grazie per aver aperto la porta e averci immessi nello speciale anno giubilare, ma grazie anche per averlo reso possibile; accogliendo ed assecondato il mio desiderio, si è fatto garante presso il Santo Padre, Papa Francesco; ecco perché attraverso Lei, ringrazio il Sommo Pontefice, per la sua benevolenza, nell’aver concesso a questa comunità questo speciale anno giubilare; un anno santo, un tempo di grande grazia e riconciliazione.
Grazie, Padre – Vescovo Giovanni da parte mia, a lei legato come figlio, per il sacramento dell’Ordine Sacro; grazie a nome di questa meravigliosa e giovane comunità di Ganzirri, che ho l’onore di rappresentare e guidare.
Saluto con grande deferenza ed immensa stima S. Ecc. la signora Prefetto, Dott.ssa Maria Carmela Librizzi, che insieme alla sorella e ad alcuni stretti collaboratori, ci dà l’onore della sua presenza. Grazie dal profondo del cuore per aver accolto il mio umile invito ed aver voluto condividere con noi l’apertura di questo speciale anno santo. Le do, a nome della comunità di Ganzirri e mio personale, un caloroso benvenuto in mezzo a noi.
Grazie a voi amati e stimati confratelli nel presbiterato e nel diaconato, che avete fatto da corona a questa suggestiva celebrazione.
In modo particolare saluto il mio immediato predecessore, p. Tanino, il figlio di questa comunità, P. Enrico, e il parroco della chiesa madre, da cui la parrocchia si distaccò, duecento anni fa, P. Filippo, ed il diacono figlio di questa comunità, Saverio.
Carissimi confratelli, con la vostra presenza non solo abbiamo elevato un inno di lode a Dio, con l’unità dei cuori attorno al Vescovo, come le corde alla cetra, al dirla con S. Ignazio di Antiochia, ma avete reso ancora più solenne questo evento altamente significativo. Grazie di cuore.
Grazie alle autorità civili e militari presenti.
Saluto il delegato del Sindaco, l’Assessore Trimarchi, il vice Questore, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza e la Marina Militare; ma soprattutto rivolgo un grazie speciale per la loro preziosa presenza ai figli di questa meravigliosa comunità: l’Ammiraglio Nunzio Martello, della Capitaneria di Porto, il contrammiraglio della Marina Militare, Pasquale Bardetta, il Tenente Colonello del Centro Aeronavale, Antonino Donato.
Grazie per avete voluto condividere questo momento storico con questa che è la vostra famiglia spirituale.
Saluto il Comandante della Stazione di Ganzirri, Antonio Tavilla, e il Presidente del nostro Quartiere della VI Circoscrizione, Maurizio Mangraviti.
Grazie a tutti voi per aver accolto con grande gentilezza il mio invito ad aver reso questo evento religioso e, profondamente spirituale, ancora più storico ed unico.
Grazie a tutti voi, amati figli e fratelli di questa stupenda e splendida comunità. È il nostro compleanno. Facciamo duecento anni e siamo fieri di questo storico traguardo. Se ho potuto pensare ed organizzare tutto quello che da oggi vivremo è perché so che posso contare su dei figli splenditi e straordinari. In questi giorni una frase di San Leone Magno mi ha accompagnato: il vero tesoro è il raccolto delle proprie fatiche. Veramente posso dire che voi siete il mio tesoro.
Grazie a tutti, da quanti avete preparato e curato questa celebrazione, a quanti vi siete occupati del momento di fraternità, che vivremo dopo; a quanti avete lavorato in tanti altri modi, sempre per questo evento; grazie al Coro parrocchiale che unitamente al Coro di Contesse, avete animato questa Solenne Celebrazione.
Grazie ai presenti e ai tanti assenti, lontano fisicamente, perché fuori Messina, che si sono uniti a noi, con la preghiera.
Grazie a tutti, nessuno escluso. Ognuno di voi, anche con la sola presenza, ha fatto qualcosa di bello ed importante per rendere tutto meraviglioso.
Abbiamo iniziato questo speciale anno giubilare, un evento storico ed unico per questa stupenda comunità.
Uno dei nostri obiettivi è quello di mettere in atto quanto Lei, carissimo Padre e Pastore, ci ha raccomandato nella sua lettera, per quest’anno pastorale: “Tutti chiamati alla testimonianza cristiana”.
Ci impegniamo a diffondere, come lei ha scritto, la fragranza del profumo del sacro crisma, di cui siamo stati unti, nella quotidianità, contrastando il lezzo di morte che spesso incombe sulla vita di tanti fratelli.
Tutte le iniziative che quest’anno porteremo avanti, non saranno, come lei ha scritto, attività autoreferenziali o autocelebrativi, non vogliamo scadere, come bene lei ci raccomanda, in un vacuo attivismo, ma desideriamo diffondere il buon profumo di Cristo.
L’anno giubilare è un dono non solo per la nostra comunità parrocchiale, ma per l’intero vicariato, e per la città. Ecco perché, sul suo consiglio, vogliamo rompere il vaso, cioè vogliamo avere il coraggio di metterci in gioco, di uscire allo scoperto, di osare fiduciosi nel Signore, di dare spazio alla fantasia della misericordia, rimanendo sempre ancorati a Cristo, che dà senso ad ogni azione.
Lo Spirito Santo ci spinge, ci guida, e noi vogliamo farci trasportare dal suo Soffio vitale.
La Vergine Maria, che noi amiamo invocare come la Madonna della Montagna, ci aiuti in questo anno di grazia a fare esperienza gioiosa del perdono e della librazione di Cristo.
Il nostro Patrono, di cui oggi iniziamo la novena in preparazione alla festa liturgica del prossimo 6 dicembre, interceda presso il Signore, e preghi per questa sua comunità, perché, nonostante gli anni, rimanga sempre giovane, rimanga salda sui fondamenti posti nella giovinezza, che è Cristo, che è venuto ad aprire ed inaugurare l’anno di grazia del Signore, il vero e Grande ed unico Giubileo, a lui, insieme al Padre e allo Spirito Santo, va la lode perenne nei secoli dei secoli. Amen.

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