XXI anniversario di ordinazione del parroco – giugno 2020

XXI anniversario di ordinazione del parroco
26 giugno 2020

Una delle celebrazioni più intense vissute nella nostra comunità, da quando le chiese sono state riaperte alla partecipazione del popolo, è stata quella di venerdì 26 giugno.
Questa data richiama alla memoria dei fedeli di Ganzirri due eventi: l’anniversario della apertura al culto della chiesa parrocchiale, risalente al 1932, e l’ordinazione presbiterale del parroco, padre Antonello, avvenuta il 26 giugno di ventuno anni fa.
Questa felice coincidenza ha richiamato numerosi fedeli che, in sicurezza e nel rispetto delle norme, hanno gioiosamente elevato, dal profondo del cuore, il ringraziamento al Signore per questi due grandi doni.
La Celebrazione Eucaristica è stata presieduta dal parroco padre Antonello, visibilmente emozionato, e concelebrata da padre Jean Pierre e padre Fabio Berbiglia, appena nominato vicario parrocchiale presso la parrocchia S. Giacomo di Camaro S. Giacomo.
Numerosi i passaggi significativi vissuti in questa occasione e che val la pena riportare alla mente e al cuore.
La breve processione dei ministri e concelebranti all’inizio e al termine della Santa Messa ci ha ricordato e fatto rivivere il cammino dell’intera Chiesa, di cui la nostra comunità rappresenta una parte, verso il suo Signore. In questo incedere, il Signore, attraverso i suoi pastori, passa tra la gente, si rende presente e ci salva. Durante questo incedere, il pastore, padre Antonello, a cui il Signore ha affidato la comunità di Ganzirri, è tornato a stare in mezzo al suo popolo, dopo mesi di isolamento forzato e celebrazioni vissute in tremenda solitudine.
Il Vangelo del giorno, la guarigione del lebbroso (Mt 8, 1-4), per provvidenziale coincidenza, ci ha accompagnato e ha fatto da sfondo al ricordo dell’ordinazione presbiterale di padre Antonello e al suo servizio da parroco in tutti questi anni. Il parroco si è presentato alla comunità, come un lebbroso guarito, destinatario in maniera immeritata di un dono grandissimo, quello del sacerdozio ministeriale. Un peccatore che continuamente sa di essere guarito dall’Amore di Dio, l’unico che compie meraviglie e che, per dirla con papa Francesco rende “misericordiati”, una misericordia che guarisce le proprie ferite e colma i propri limiti rappresentano i tratti più significativi che padre Antonello ha desiderato sottolineare durante l’omelia, ribadendo ancora una volta che è il Signore che agisce in ciascuno di noi con la Sua potenza e attraverso le nostre povertà.
Alla luce di questo, la comunità di Ganzirri abbraccia il parroco con la sua umanità e con le sue cadute, ma, cosa molto più importante, accoglie la stessa misericordia di Dio attraverso le sue mani consacrate, che rendono presente Cristo in terra.
La comunità ha bisogno del suo parroco, come i figli hanno bisogno del padre e, contemporaneamente, il parroco ha bisogno della comunità come il padre ha bisogno dei suoi figli. Tutto questo assume un significato profondissimo se si pensa al periodo di emergenza sanitaria vissuto fin ora fatto di limitazioni, di solitudine, di isolamento, di separazione e tanta sofferenza che ha fatto così tanto tribolare, riflettere, sperare e attendere!
Allo stesso tempo, guardare a questo periodo così difficile ci fa benedire il Signore per ogni lacrima condivisa a distanza, per ogni parola di conforto, per ogni pezzetto della Parola di Dio sminuzzato e distribuito al popolo attraverso i mezzi di comunicazione, per ogni preghiera che dal segreto del proprio cuore certamente raggiungeva il cuore del Padre.
Questo tempo ha fatto comprendere quale grande dono sia la comunità per il parroco e il parroco per la comunità.
In questo giorno speciale padre Antonello e la comunità, o almeno una sua parte visto il limitato numero di posti disponibili in chiesa, hanno avuto la gioia di rivedersi dal vivo e di rendere lode a Dio per il cammino fatto assieme. Ecco, la divina Provvidenza, che saggiamente distribuisce i suoi beni al momento opportuno, ha reso possibile questo incontro attorno alla mensa del Corpo e Sangue di Cristo per rendere ancora una volta grazie, per rinnovare come la Vergine Maria il proprio “si” alla volontà di Dio, per porre sul santo altare del sacrificio la vita di padre Antonello totalmente donata al suo Signore e Maestro, le sue cadute, i suoi limiti e la piena disponibilità a farsi sempre toccare e guarire da Gesù, come il lebbroso di cui il Vangelo ci parla.
Nella preghiera dei fedeli, come pure nella preghiera di San Bernardo da Chiaravalle, tanto cara a padre Antonello e consegnatagli al termine della celebrazione a nome di tutta la comunità in ricordo di questo giorno speciale, e nelle tenerissime parole di mamma Maurizia, c’è l’abbraccio di Gesù in persona, Gesù risorto e vivo, Gesù Buon Pastore che con occhio attento e amorevole veglia sul suo gregge, veglia sui suoi presbiteri, scelti per annunciare con la vita che ogni uomo è nel cuore di Dio, da sempre e per sempre.
Il clima di gioia è proseguito dopo la Celebrazione Eucaristica e ha assunto la forma dell’agape fraterna con cui la comunità, sempre nel rispetto delle norme di sicurezza, ha voluto vivere un breve momento di festa e di condivisione.

Angela Marino

Chiunque tu sia,
che nel flusso di questo tempo ti accorgi che,
più che camminare sulla terra,
stai come ondeggiando tra burrasche e tempeste,
non distogliere gli occhi dallo splendore di questa stella,
se non vuoi essere sopraffatto dalla burrasca!
Se sei sbattuto dalle onde della superbia,
dell’ambizione, della calunnia, della gelosia,
guarda la stella, invoca Maria.
Se l’ira o l’avarizia, o le lusinghe della carne
hanno scosso la navicella del tuo animo, guarda Maria.
Se turbato dalla enormità dei peccati,
se confuso per l’indegnità della coscienza,
cominci ad essere inghiottito dal baratro della tristezza
e dall’abisso della disperazione, pensa a Maria.
Non si allontani dalla tua bocca e dal tuo cuore,
e per ottenere l’aiuto della sua preghiera,
non dimenticare l’esempio della sua vita.
Seguendo lei non puoi smarrirti,
pregando lei non puoi disperare.
Se lei ti sorregge non cadi,
se lei ti protegge non cedi alla paura,
se lei ti è propizia raggiungi la mèta.
(San Bernardo da Chiaravalle)

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